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Chi è lo spettatore speciale dell’one man show di Putin allo stadio

Presso il grande alleato di Mosca sta aumentando, con il passare delle ore, la fibrillazione interna ed esterna interrogandosi su quale Russia ci sarà alla fine della campagna ucraina

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Un one man show per proseguire nello storytelling dell’invasione contro la nazificazione dell’Ucraina. Vladimir Putin sceglie uno stadio e una platea di truppe cammellate per controbilanciare i contatti che, a più livelli, sta avendo sia il presidente ucraino Volodymir Zelensky che il suo alleato Xi Jinping, vero ago della bilancia di questa crisi.

Qui Mosca

L’occasione è la celebrazione degli otto anni dall’invasione della Crimea, ma nei fatti è la dichiarazione di guerra che non ha fatto. Lo stadio Luzhniki di Mosca, sede delle partite della Coppa del Mondo 2018, trasformato in arena personale con palco e spettatori. Gli inermi cittadini non sono però in grado di valutare la bontà delle sue parole, visto che non hanno avuto la possibilità di vedere le scene della guerra in Ucraina: niente immagini che documentano la distruzione e le vittime, solo qualche frames di un presunto attacco con un elicottero.

Le parole del leader: “I nostri eroi oggi sono quelli che proteggono la nostra patria dal nazismo. Siamo invincibili. Per un mondo senza nazismo”. Nel mezzo un piccolo giallo, con l’interruzioni delle immagini televisive ad opera probabilmente di un attacco hacker.

Qui Pechino

Se da un lato è difficile che le floride relazioni tra i leader di Cina e Russia si raffreddino improvvisamente, Pechino ha preso le distanze dall’invasione dell’Ucraina. Resta il fatto che è Xi il vero possibile jolly non solo per un possibile tavolo negoziale, ma soprattutto per la definizione del quadro post-guerra. Comunque vada a finire, Putin si sta autoescludendo dal sistema mondiale: è fuori da Fmi, Wto e sistema bancario Swift (con i mal di pancia degli oligarchi).

Come pensa di poter proseguire sulla strada del capitalismo con queste premesse? E qui entra in gioco Pechino, che si sta interrogando non poco su quale Russia ci sarà alla fine della fiera, con già una serie di piani, seppur approssimativi, su come gestire un così grande passaggio epocale.

@L_Argomento

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