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Chi è e cosa pensa il card. Zuppi, dalla Comunità di Sant’Egidio alla CEI

CARDINALE MATTEO MARIA ZUPPI

Papa Francesco ha nominato il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Romano, ha 66 anni e una lunga esperienza con la Comunità di Sant’Egidio al servizio degli ultimi.

Chi è

Zuppi incontra Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, negli anni 70, quando frequenta il liceo Virgilio di Roma. Collaborando con la comunità si occupa di scuole popolari per i bambini emarginati delle baraccopoli romane, di iniziative per anziani soli e non autosufficienti, di immigrati e senza fissa dimora, di malati terminali e nomadi, disabili e tossicodipendenti, carcerati e vittime dei conflitti. Viene ordinato sacerdote nel 1981 e diviene vice parroco della Basilica romana di Santa Maria in Trastevere, dove rimarrà fino al 2000.

Come assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio è stato anche mediatore in Mozambico nel processo che ha portato alla pace dopo oltre diciassette anni di sanguinosa guerra civile. Nel 2012 viene nominato Vescovo e sceglie come motto Gaudium Domini fortitudo vestra (la gioia del Signore sia la vostra forza), nel 2015 diventa arcivescovo di Bologna e nel 2019 Cardinale. Una figura pienamente in linea con l’idea di ‘Chiesa ospedale da campo’, da sempre immaginata da Papa Francesco.

Il pensiero

Nel corso degli anni Zuppi ha sempre rivolto il proprio pensiero e le proprie azioni agli ultimi, in perfetta sintonia con il magistero pontificio che rappresenta. Non si è mai sottratto al dialogo e alla collaborazione con esponenti delle istituzioni, della società civile e di altre confessioni.

Nel 2015 in un’intervista a Famiglia Cristiana a proposito del ruolo della Chiesa ha detto: “a volte ci siamo applicati a distribuire ordini di servizio e indicazioni poco seguite” e sull’esperienza della Comunità di Sant’Egidio ha specificato: “Il confronto con gli  estremi confini della terra, a cui siamo tutti chiamati, non ci fa perdere identità ma ci completa. Altrimenti i confini diventano muri.  Il rapporto con il territorio in cui si è radicati è fondamentale, ma una Chiesa che resta chiusa nei propri confini, come dice il papa, è malata e perde la sua vera vocazione.”

La bussola

Lo scorso anno pubblicò la ‘Lettera alla Costituzione’, alla ricerca di una bussola che potesse orientare una popolazione smarrita dalla pandemia. Tra l’altro, nella lettera afferma: “Stiamo vivendo un periodo difficile. Dopo tanti mesi siamo ancora nella tempesta del Covid. Qualcuno non ne può più. Molti non ci sono più. All’inizio tanti pensavano non fosse niente, altri erano sicuri che si risolvesse subito, tanto da continuare come se il virus non esistesse, altri credevano che dopo un breve sforzo sarebbe finito, senza perseveranza e impegno costante. Quanta sofferenza, visibile, e quanta nascosta nel profondo dell’animo delle persone! Quanti non abbiamo potuto salutare nel loro ultimo viaggio! Che ferita non averlo potuto fare.”

Le prime parole

Oggi dopo la nomina ha dichiarato: “Comunione e missione sono le parole che sento nel cuore. Cercherò di fare del mio meglio, restiamo uniti nella sinodalità”. E nella conferenza stampa che ha tenuto nel pomeriggio ha sintetizzato così il suo impegno come nuovo presidente Cei: “La missione della Chiesa è quella di sempre: la Chiesa che parla a tutti e parla con tutti” senza dimenticare il proprio ruolo nella guerra in Ucraina e in tutti i conflitti sparsi per il mondo.

Ditelo sui tetti

«Il network delle Associazioni della Pubblica Agenda “Ditelo sui tetti (Mt 10,27)” ringrazia il Santo Padre e i vescovi italiani per la scelta di S.E.R. Cardinal Matteo Maria Zuppi quale neo eletto presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Siamo a completa disposizione della nuova guida dell’episcopato italiano per comprendere pubblicamente, dunque sui tetti, quale grande sfida antropologica stiamo attraversando in questo “cambio d’epoca” (Papa Francesco, 2015), sfida che, come ci ha più volte testimoniato il Cardinale Zuppi, é occasione per imparare e stupirci sempre di più della “bellezza dell’idea di uomo che il Cristianesimo annuncia” e che “é venuto ad offrire a tutti gli uomini”, (Card. Parolin, 9 marzo 2022). Ringraziamo al contempo sinceramente il Cardinale Bassetti e tutti i suoi collaboratori per la paterna e illuminata guida che hanno assicurato a noi e a tutto il laicato negli ultimi difficili anni.»

@L_Argomento

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