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Chef Oldani: Tutti in sofferenza, giusto fidarsi dello Stato

Sofferenze dei ristoratori, parla uno dei più grandi chef. E invita alla pazienza

Chef Oldani: Tutti in sofferenza, giusto fidarsi dello Stato

“Io sono in attesa, come siamo tutti. Bisogna avere pazienza e rispettare le regole ancora di più”.

Lo dice a LaPresse lo chef Davide Oldani, due stelle Michelin con il suo ristorante D’O a Cornaredo, nel Milanese. “Tutti siamo capaci a fare polemica – aggiunge commentando le nuove chiusure alle quali il suo settore è sottoposto in questo periodo – ma questo avviene perché forse in alcuni momenti non abbiamo avuto una giusta guida.

Prego tutti di stare il più possibile serrati, perché quando ci sono aperture la gente si incontra e risalgono i contagi. Adesso stanno salendo, e ci sono tanti morti, dobbiamo rispettare le regole. E allora credo sia meglio un’economia in ginocchio che un’economia morta.

Tutti siamo in sofferenza, ma è giusto fidarsi dello Stato”. In vista del dl Sostegno, che dovrebbe essere approvato venerdì, Oldani sottolinea: “Il mio settore è stato colpito dalla pandemia come tutti, io lo scorso anno ho chiuso e ho potuto riaprire solo dopo 90 giorni.

La Tari, l’Imu, l’affitto creano problemi, ma io ad esempio non ho usato l’immondizia lo scorso anno, ma ho pagato meno.

La cassa integrazione l’ho anticipata ai miei dipendenti, perché è giusto: quando tutto andava i miei ragazzi c’erano, adesso devo esserci io per loro.

Poi comunque, anche se in ritardo, l’abbiamo ricevuta”.

Chef Oldani: Tutti in sofferenza, giusto fidarsi dello Stato

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