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Economia

Che succede da lunedi sulle strade italiane

AUTOTRASPORTATORI PROTESTANO IL CARO CARBURANTE ARRIVANO I TIR LUMACA
Tempo di lettura stimato 3 minuti

Si ferma l’autotrasporto italiano. Lunedì 14 marzo le aziende sospenderanno a livello nazionale i loro servizi “per causa di forza maggiore”. Ovvero: prezzi del carburante insostenibili.

La lettera di Trasportounito alle Istituzioni

A darne notizia è l’associazione italiana degli autotrasportatori professionisti, Trasportounito. Che precisa come non si tratti di uno sciopero né di una rivendicazione specifica, bensì di un’iniziativa finalizzata a coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore.

L’associazione, in una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministro e al vice ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e al presidente della Commissione Garanzia in Scioperi, spiega che “la sospensione dei servizi si è resa inevitabile anche per tutelare le imprese e impedire che le esasperate condizioni di mercato, determinate dal rincaro record dei carburanti, si traducano in vantaggi per altri soggetti del settore trasporti, ovvero in addebiti per obblighi contrattuali che le imprese della filiera logistica non sono più in grado di garantire”.

Già una settimana fa Trasportounito aveva auspicato nuove disposizioni fiscali e nuove norme. “Con i costi del gasolio che continuano a lievitare, in assenza di provvedimenti di emergenza che abbattano la pressione fiscale sui carburanti e definiscano norme di regolazione del mercato anche e specialmente per quanto riguarda i rapporti con la committenza e a tutela delle imprese di autotrasporto, il fermo nazionale di categoria è inevitabile”, aveva spiegato il segretario generale Maurizio Longo.

La posizione di Ruote Libere e Unatras

Ruote libere non aderisce all’iniziativa di Trasportunito ma assicura che tanti mezzi resteranno fermi nei capannoni e nei piazzali. Come spiega all’AGI la portavoce Cinzia Franchini: “non si tratta di aderire o meno, semplicemente molti autotrasportatori non riusciranno a far partire i propri autocarri e tir. Quanti hanno ottenuto aumenti dai committenti potranno lavorare ma la maggioranza di noi con l’attuale rialzo del costo del carburante non riesce proprio a mettere in moto il mezzo”.

Unatras, invece, aspetterà l’incontro con il governo previsto per martedì 15 marzo e quindi deciderà quali iniziative intraprendere. A confermarlo all’AGI è il Presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras Amedeo Genedani.

Prezzi carburanti alle stelle

I dati raccolti da Quotidiano Energia, comunicati dai gestori dell’Osservaprezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico, mostrano come il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self voli a 2,048 euro/litro (ieri 2,010), con i diversi marchi compresi tra 2,039 e 2,076 euro/litro (no logo 2,013). Invece, il prezzo medio praticato del diesel self sale a 1,966 euro/litro (ieri 1,910) con le compagnie posizionate tra 1,932 e 2,040 euro/litro (no logo 1,955).

Codacons

Le proteste nel comparto dei trasporti potrebbero avere ripercussioni inevitabili sui rifornimenti di supermercati e su tutto il comparto della logistica nazionale. La denuncia arriva direttamente dal Codacons che, tramite il suo presidente Carlo Rienzi, commenta così lo stop annunciato da Trasportounito: “il blocco dell’autotrasporto avrà effetti diretti sulla collettività, sospendendo i rifornimenti di beni nel settore del commercio e portando ad una impennata dei listini al dettaglio nei negozi e nei supermercati”.

Si tratta di “una conseguenza inevitabile – ha aggiunto Rienzi intervistato dall’Ansa – considerato che l’85% della merce venduta in Italia viaggia su gomma, e un ulteriore danno per i consumatori, stremati al pari delle imprese dal caro-carburante”.

La situazione in Sardegna

Sono 450 gli autotrasportatori sardi senza sigle sindacali pronti a sistemare i loro mezzi davanti ai porti e alle zone industriali in occasione dello sciopero proclamato per lunedì prossimo contro il caro gasolio. A quanto pare, saranno coinvolti gli scali di Cagliari, Olbia, Oristano e Porto Torres.

“Andremo avanti a oltranza”, ha annunciato all’Ansa Gabriele Frongia, uno degli autotrasportatori che si sono autoconvocati ieri a Tramatza, in provincia di Oristano, decidendo la mobilitazione. I promotori hanno comunque assicurato che sarà una protesta pacifica, votata all’unanimità dai 300 partecipanti all’assemblea.

I precedenti

I primi blocchi spontanei dei camionisti contro il caro carburante si erano avuti lo scorso 22 febbraio ed erano continuati per alcuni giorni in Sicilia, Puglia, Molise e porto Ravenna. Già allora si erano visti i primi disagi sulla filiera alimentare. “Nessun prodotto agroalimentare proveniente dalla Sicilia e dalla Puglia, regioni di riferimento per il settore agroalimentare, è arrivato oggi al Centro Agroalimentare Roma, il più grande mercato d’Italia”, aveva commentato allora Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del Centro.

@L_Argomento

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