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Che cos’è il modello-Svezia che Zelensky rifiuta

La questione chiave verte, geopoliticamente, lo status della Crimea e del Donbass. Paradossalmente in Svezia si fa largo chi chiede di aderire alla Nato

“Intesa vicina su neutralità e garanzie”. Le parole del ministro degli esteri russi Sergei Lavrov si scontrano con il no di Kiev al modello-Svezia. Se da un lato le Borse corrono in vista di un possibile compromesso, dall’altro la furia della guerra non si ferma come dimostra l’uccisione di 10 civili in coda per il pane a Chernihiv, a nord della capitale.

Modello-Svezia

Lo status neutrale di Kiev è al centro del tavolo negoziale. Si guarda alla Svezia che entrò a fare parte dell’ONU nel 1946 e, proprio in virtù della sua neutralità, diventò presto una vera e propria patria di diplomatici. Non ha partecipato alle due guerre mondiali del Novecento e ha accuratamente evitato di schierarsi durante la Guerra fredda. Negli ultimi anni, però, in special modo dall’invasione russa della Crimea in poi, si è innescato il dibattito sull’eventuale ingresso svedese nella Nato anche per controbilanciare l’atteggiamento aggressivo della Russia.

Austria

La sua dichiarazione di neutralità risale al 26 ottobre 1955 e, di fatto, venne messa fine così all’occupazione militare sovietica, statunitense, britannica e francese. Quindi venne stabilito l’impegno da parte dell’Austria “a esercitare una neutralità permanente sul tipo di quella della Svizzera”. Al pari della Svezia non è nella NATO.

Lavrov

“C’è qualche speranza di raggiungere un compromesso – ha detto intervistato da RBK – Esistono già formulazioni concrete che, a mio avviso, stanno per essere concordate”. Il punto relativo alla nautralità è ora “seriamente discusso, ovviamente in relazione alle garanzie di sicurezza”.

Quale Ucraina

E’chiaro che, al di là dei tecnicismi su nomi o formule, la questione chiave verte lo status della Crimea e del Donbass, sommati come ha osservato Medinsky a denazificazione, diritti della popolazione di lingua russa e status della lingua russa. Nel 21mo giorno di invasione quindi se il Cremlino considera possibile la neutralità (“Questa è l’opzione attualmente in discussione”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov) il compromesso non è gradito da Kiev.

Nel frattempo le forze militari russe non avanzano in modo significativo, per questa ragione moltiplicano, per frustrazione, i bombardamenti contro Odessa e Mariupol.

Dibattito

In questi giorni si sta parlando molto su quanto dovrà durare quella neutralità in quei paesi. La destra nazional-conservatrice svedese dei Democratici Svedesi ha preso una posizione precisa, chiedendo un allontanamento dallo status di neutralità. Preferirebbe, invece, la strada dell’adesione alla NATO. In Svizzera la destra conservatrice dell’Unione democratica di centro si è posta molte domande sull’utilità delle sanzioni contro la Russia definendole la fine della neutralità.

@L_Argomento

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