Centrodestra unito lancia la volata a Michetti

Centrodestra unito lancia la volata a Michetti

Verso il ballottaggio i leader di tutti i partiti della coalizione del centrodestra della Capitale firmano un accordo

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Centrodestra unito lancia la volata a Michetti
Denunciano il “killeraggio” nei confronti di Enrico Michetti, “gli accordi di palazzo” per spostare i voti andati al primo turno a Virginia Raggi e Carlo Calenda in favore di Roberto Gualtieri, la mancanza di “visione” del centrosinistra per la Capitale del domani. E siglano il ‘Patto per Roma’ con cui si impegnano a portare avanti la battaglia per garantire alla città uno statuto speciale “perché non si può governare con gli stessi poteri e risorse di qualsiasi altro Comune”. Al Tempio di Adriano Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi, Marco Montecchi e Lorenzo Cesa si riuniscono per lanciare la volata al candidato del centrodestra.

La presidente di FdI sottolinea che attorno a Michetti la coalizione “è compatta e coesa perché condivide una visione comune. Non così i nostri avversari. Qualcuno fa accordi di palazzo ritenendo che i cittadini siano delle pecore. Ma in realtà, al di là degli interessi dei partiti che sono insieme con l’unico obiettivo di impedire a noi la vittoria, di condivisione c’è molto poco”.

Ecco quindi che mentre Calenda già pronostica il successo di Gualtieri (“con Michetti sembra di rivedere la Raggi al maschile”), Meloni attacca l’ex ministro dell’Economia che rappresenta “la continuità con quello che in città abbiamo già visto”. Michetti invece è “la novità, l’unica alternativa possibile” messa in campo nel corso di quella che definisce “una campagna elettorale indegna”. La leader di Fdi ricorda infatti che per settimane “siamo stati interrogati su problemi che non avevano nulla che fare coi cittadini.

Se fossimo davvero così mostruosi sarebbe necessario utilizzare questi metodi? Ci sarebbe bisogno del killeraggio? Penso di no”. Anche Salvini si sofferma sul clima degli ultimi giorni sottolineando che per rispondere “l’unica arma sono sorriso e nervi saldi”. Il segretario della Lega si dice “assolutamente fiducioso, per il nervosismo altrui, per la possibile vittoria”, e questo perché “quando ti limiti a insultare l’avversario senza fare uno straccio di proposta vuol dire che un po’ di preoccupazione ce l’hai”.

Con Michetti, Simonetta Matone, Vittorio Sgarbi e Guido Bertolaso, aggiunge, “possiamo offrire ai romani una squadra assolutamente sperimentata, onesta ed esperta. Dall’altra parte la nebulosa”.In vista del ballottaggio il centrodestra cala poi sul tavolo la carta del ‘Patto per Roma’ che, evidenzia il coordinatore nazionale di Forza Italia Tajani, “non è un esercizio di diritto costituzionale”.

“Vogliamo più risorse per risolvere i grandi problemi che non sono mai stati risolti – afferma -, chiediamo più poteri perché abbiamo una visione dal 2021 ai prossimi 20 anni. Non c’è più il tirare a campare, c’è una strategia”. Che ovviamente prevede Michetti vincente alla chiusura dei seggi.

L’avvocato ‘tribuno’ spera di confermare il risultato del primo turno e prima del silenzio elettorale si toglie un sassolino dalla scarpa. “In 100 giorni ho ricevuto 86 attacchi. Credo che in questa campagna elettorale tutto era contro di noi, ma per governare la prima cosa che bisogna evitare è il clima di odio – rimarca -. Si può vincere un’elezione ma non si governa con l’odio”.

L’ultima uscita di Michetti intanto è fissata per venerdì a Campo de’ Fiori per la chiusura della campagna. Già annunciata la partecipazione di Salvini, Meloni e Tajani, nonostante al momento gli impegni dei leader fissati in agenda non sembrano garantire una presenza dal vivo al comizio.
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