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Centrodestra, prove di dialogo con liberali

In settimana un nuovo vertice sui candidati sindaci, sarà al tavolo anche Coraggio Italia

Centrodestra, prove di dialogo con liberali

Centrodestra, prove di dialogo con liberali
La corsa per le elezioni amministrative dell’autunno si intreccia anche con la tenuta degli equilibri nella maggioranza che sostiene il governo Draghi.

Se nel centrodestra, dopo le fibrillazioni provocate dalla fondazione di ‘Coraggio Italia’, è ancora caccia ai candidati per Milano e Roma, con un vertice che sarà fissato nel corso della settimana prossima, dall’altra parte del campo, sono continue le prove di dialogo fra Pd e Cinquestelle.

E non solo. Dopo la candidatura comune per Napoli dell’ex ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, anche se resta in campo anche Antonio Bassolino, gli ammiccamenti proseguono.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, si presenta a mezzogiorno al gazebo del partito in un mercato del quartiere Lambrate di Milano e, dopo aver misurato con il bilancino le parole affidate ai cronisti, dice senza peli sulla lingua: “Il nostro obiettivo è mandare a casa Sala”. In realtà, anche se si fanno più insistenti le voci per la candidatura di Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, non c’è ancora un nome del centrodestra.

Stesso discorso su Roma, dove l’avvocato Enrico Michetti, lanciato da Giorgia Meloni, non ha ancora ricevuto il via libera della coalizione. “Berlusconi sta bene e abbiamo parlato anche del futuro del centrodestra, visto che ho diverse idee positive in testa”, dice il segretario leghista.

Ma poi non fa nomi sui possibili nomi scelti per queste due grandi città. “Puntiamo a vincere le elezioni amministrative in autunno. Presto avremo candidati unitari di tutto il centrodestra”. Il problema, secondo Salvini, non è la mancanza di un accordo con la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sempre più lanciata nei sondaggi, ma “di abbondanza.

Sono tanti i candidati che si sono messi a disposizione”. D’altronde, “il premier lo scelgono gli italiani. Ho l’ambizione e la sensazione di poter guidare questa straordinaria forza che è prima in Italia. Se cresce il centrodestra, io sono contento”.

Poi il leader del Carroccio scherza, a proposito del suo viaggio in Portogallo del weekend: “Vado a Fatima per raccogliere un suggerimento utile”. Mentre per la Capitale il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, assicura che “la città ha bisogno di una vera rivoluzione copernicana. Roma dovrebbe essere il biglietto da visita del nostro Paese, purtroppo è l’immagine negativa” dell’Italia.

Sul fronte del centrosinistra, in un’ottica allargata ai Cinquestelle per un revival dell’alleanza giallorossa, è sempre Roma la patata bollente. Il segretario del Pd, Enrico Letta, prova a tendere la mano ancora a Giuseppe Conte, leader in pectore del M5S: “Non mi sono sentito assolutamente tradito da Giuseppe Conte, quando ha deciso di appoggiare Virginia Raggi.

Anzi, ho trovato naturale, essendoci una sindaca uscente del Cinquestelle che intendeva ricandidarsi, giustamente, da leader del Movimento, che abbia scelto di appoggiarla”. C’è un però: “Noi abbiamo un giudizio negativo del suo operato e abbiamo ritenuto non opportuno appoggiarla, scegliendo di fare le primarie”.

C’è di più. Il leader del Nazareno dice la sua anche sui rapporti con Italia viva di Matteo Renzi: “A Bologna facciamo primarie a cui partecipa anche una candidata di Iv. Poi, leggo che in alcune parti Italia viva sceglie di essere nella coalizione, in altre di starne fuori”. “Se saranno nostri alleati alle elezioni politiche – chiarisce Letta – dipenderà anche un po’ da quello che decideranno di fare loro, non ho preclusioni, ho un atteggiamento unitario, aperto”
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