Cartabia manda gli ispettori, il Trapanigate potrebbe allargarsi

Cartabia manda gli ispettori, il Trapanigate potrebbe allargarsi

La ministra della giustizia vuole vederci chiaro, la Fnsi invoca una legge a tutela dei giornalisti

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Cartabia manda gli ispettori, il Trapanigate potrebbe allargarsi
Chissà cosa sarebbe successo se a via Arenula ci fosse ancora Bonafede, ad occupare l’ufficio del Ministro della Giustizia. Si viene percorsi da un certo brivido, immaginandolo. Per fortuna c’è Marta Cartabia che sembra aver preso la cosa molto sul serio.

Al Ministero della Giustizia è stato formalmente aperto un fascicolo, sull’inchiesta della Procura di Trapani sulle Ong, nell’ambito della quale – secondo notizie di stampa – sarebbero stati intercettati anche più giornalisti nelle comunicazioni con le fonti.

Dopo le disposizioni date dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia, è stata formalmente inviata all’ ispettorato generale la richiesta urgente con cui la Guardasigilli ha ufficialmente incaricato gli 007 di via Arenula di “svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari”. Cioè di condurre un’indagine dai risvolti pratici, all’esito della quale dovranno formulare “valutazioni e proposte”.

Sarà poi la ministra sulla base di queste conclusioni a stabilire se ci siano o no gli estremi per avviare nei confronti dei magistrati che si sono occupati dell’inchiesta l’azione disciplinare. Un’iniziativa accolta con soddisfazione dalla Federazione della stampa e dal Pd.

“Occorre far luce su una vicenda inquietante e inammissibile. Non basta dire che le intercettazioni saranno distrutte, bisogna chiarire e spiegare perché’ numerosi giornalisti non indagati per alcun reato sono stati sottoposti a intercettazione, calpestando l’articolo 21 della Costituzione e il diritto alla protezione delle fonti”, afferma il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso, che chiede al Parlamento di dare più protezione alla libertà di stampa, anche cancellando il carcere per i giornalisti nei casi di diffamazione a mezzo stampa.

Apprezza il “tempismo” di Cartabia il Pd: se ne fa portavoce Stefano Ceccanti, capogruppo in Commissione Affari Costituzionali, che assieme a una trentina di deputati del partito aveva sollecitato con un’interrogazione l’intervento della ministra, a tutela di “diritti costituzionalmente garantiti”.

Mentre l’Usigrai chiede di rendere pubblico l’elenco completo dei giornalisti intercettati, sospettando che sia più lungo dei sette indicati dall’inchiesta del Domani (come sembrerebbero indicare le notizie più recenti sul coinvolgimento anche di reporter stranieri) e in cui ci sarebbero anche diversi giornalisti della Rai.

Chiede di far luce su quello che è avvenuto pure l’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, sollecitando nel giorno della missione del premier Mario Draghi in Libia, anche una Commissione di inchiesta ” sul reale impatto” degli accordi stipulati dall’Italia in tema di migranti.

La prima iniziativa dell’ispettorato di via Arenula sarà quasi certamente l’acquisizione degli atti dalla procura di Trapani per verificare la fondatezza delle notizie di stampa, soprattutto in relazione al caso più clamoroso, quello della giornalista freelance Nancy Porsia che sarebbe stata intercettata per mesi e ascoltata anche mentre parla con il suo avvocato.

La mossa successiva potrebbero essere le audizioni dei protagonisti della vicenda, a partire dai magistrati che si sono occupati dell’inchiesta. Inchiesta “ereditata” dal procuratore facente funzioni Maurizio Agnello, che nei giorni scorsi ha assicurato che le intercettazioni saranno distrutte e non entreranno nel fascicolo processuale. Non è escluso nemmeno che Cartabia all’esito dei primi accertamenti disponga l’invio sul campo degli ispettori.

Tanto più se i tempi coincidessero con quelli dell’ispezione ordinaria che il ministero dispone periodicamente in tutti gli uffici giudiziari. 

Ma i fari dell’informazione rimarranno puntati su Trapani. Quei giudici a nome di chi agivano, con quali intenti, per quale disegno?

E soprattutto: ci sono altre Procure della Repubblica in cui si decide di mettere sotto controllo tutti i giornalisti delle diverse testate che operano in città?
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