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Carnevale Italia, governo finito: tanto vale andare al voto

Non servono le paturnie contiane per certificare uno stallo, tra chi pensa alle urne e chi ad ottenere almeno uno strapuntino. Nel mezzo la crisi del gas e la mannaia della BCE

il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Prof. Mario Draghi

Conte o non Conte, sembra ormai finita la stagione del governo basata sulle larghe intese essenzialmente per due motivi: è venuta meno la visione comune dettata dalla doppia emergenza Covid e Pnrr; in secondo luogo i partiti della maggioranza sono spaventati dal probabile calo dei voti proprio in virtù della loro esperienza in maggioranza con l’ex banchiere.

Immaginare altre analisi è fuorviante, visto che il quadro è davvero semplice a prima vista. Il Pd resta ancora immobile, così come fatto in occasione del voto per il Quirinale nel gennaio scorso. Oggi come ieri Letta assiste tatticamente agli errori altrui (ieri di Salvini, oggi di Conte) per poi provare a limitare i danni. L’accordo raggiunto tra le varie correnti dem sulla legge elettorale è un segno preciso rispetto ai posizionamenti futuri.

Forza Italia prova a dire qualcosa (Berlusconi ha chiesto la verifica) anche perché il rassemblemant centrista che si sta organizzando in queste settimane potrebbe togliere voti proprio agli azzurri. Il m5s è ai titoli di coda e continua a perdere consensi che finiscono dritti nelle mani di Fratelli d’Italia, l’unico partito gaudente perché consapevole di poter quadruplicare i seggi rispetto alle passate elezioni.

La Lega ha da gestire le diatribe interne sull’asse Salvini-Fedriga-Giorgetti, messe per un momento da parte visto il caos azionato da Conte, a cui non spiacerebbe votare per diventare finalmente parlamentare.

Attenzione però ai calcoli elettorali: il cosiddetto voto popolare, un tempo a vantaggio delle sinistre e dei grillini, oggi è saldamente direzionato verso Giorgia Meloni, che parla anche alla pancia del paese: ai commercianti, alle professioni, agli operai, alle periferie. Se quella fetta di elettorato deciderà di andare a votare, sceglierà Fdi.

Il punto di svolta sarà fare i conti: Meloni che supera il 20% automaticamente vorrà governare (legittimamente). I segretari degli altri partiti, i capi dei corpi intermedi e gli asset internazionali parlano ormai apertamente già di questo scenario.

Come se la crisetta di agosto, innescata nel bel mezzo del prossimo consiglio Bce in programma il 21 luglio e di una guerra che sta facendo altre vittime (per il gas) oltre la popolazione ucraina, fosse già acclarata e digerita.

@L_Argomento

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