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Economia

Cari americani, preparatevi alla benzina più cara. Biden sceglie la franchezza e gli europei?

La Casa Bianca avvisa tutti: la colpa è di Mad Vlad. L’Ue ancora alla ricerca di vie di fuga, ma la strada è lunga, nonostante il REPowerEu

Pressato dai membri del Congresso, il presidente americano Joe Biden ha annunciato l’embargo per il petrolio russo. Gli Usa hanno anche aggiunto le importazioni di gas naturale russo e altre fonti di energia. Ma al momento manca una risposta unitaria alla crisi energetica, come se Casa Bianca e big players petroliferi parlassero due lingue diverse: nel frattempo l’aumento dei prezzi della benzina sulla scia della crisi sta mettendo in difficoltà cittadini e imprese.

Franchezza

In un discorso televisivo alla nazione, Biden ha chiesto agli americani di prepararsi per i prezzi del gas più alti, che mercoledì hanno raggiunto una media nazionale di 4,252 dollari al gallone. Inoltre ha riconosciuto che la decisione comporterà costi più elevati per tutti, ovvero un tema solidissimo anche in vista delle elezioni di midterm e ha dato la colpa di tutto ciò al presidente russo Vladimir Putin, definendolo “l’aumento dei prezzi di Putin”.

REPowerEu

Poche ore prima il Regno Unito aveva annunciato l’intenzione di eliminare gradualmente le importazioni di petrolio dalla Russia entro la fine dell’anno. Ma l’Europa non sa ancora dove prendere l’energia sufficiente a coprire le importazioni dalla Russia. La Commissione europea ha presentato un piano per la sua indipendenza dall’energia russa entro il 2030, il REPowerEu.

Al primo punto del piano ci sono una serie di sostegni per assicurare un equilibrio all’economia al pari dello stimolo alle riserve di gas. In secondo luogo si procederà ad una massiccia elettrificazione, con l’aumento conseguenziale della produzione rinnovabile.

Viva l’elettrico

Tre sono le mosse europee contenute nel piano per accelerare l’elettrificazione. Uno: svolta sull’energia energia solare, arrivando all’obiettivo di 15 TWh per i sistemi solari fotovoltaici sui tetti. Due: eolico, dove impattano le lunghe procedure burocratiche relative alle autorizzazioni. Bruxelles punta ad allentare le strozzature normative per accelerare le procedure di autorizzazione. Tre: trasformazione degli impianti tradizionali in nuovi impianti a pompa di calore. Nel concreto si pensa all’installazione di 10 milioni di pompe di calore nei prossimi cinque anni.

@L_Argomento

 

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