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Caos Rai, poltrone ballerine ma i nodi restano irrisolti

MARIO ORFEO RAI

Negli scorsi giorni è stata resa nota la decisione dell’AD Rai Carlo Fuortes di revocare a Mario Orfeo l’incarico di direttore dell’Approfondimento informativo. La cosa ha provocato più di una reazione interna ed esterna all’azienda: la commissione di Vigilanza Rai intende audire sul fatto l’AD e i partiti, in primis Pd e Iv, hanno alzato le barricate.

La revoca di Orfeo

“La sostituzione della direzione di un settore di rilevanza strategica per l’informazione pubblica, peraltro in periodo di par condicio elettorale, non può avvenire senza che vengano rese note le motivazioni che hanno portato a tale determinazione nonché le azioni che l’azienda intende mettere in atto per procedere rapidamente alla copertura di questa posizione così delicata”. Così si è espresso Alberto Barachini, presidente della commissione di Vigilanza Rai in merito alla notizia, decidendo una convocazione d’urgenza dell’AD Fuortes.

La vicenda dimostra, una volta di più, come gli equilibri in Rai siano davvero precari e come Fuortes non abbia affatto in mano un timone stabile. Nelle intenzioni dell’AD, Orfeo doveva essere sollevato dal suo incarico perché non era riuscito a fermare la deriva dell’informazione Rai sulla guerra in Ucraina. Salvo, però, dopo poche ore riproporlo quale direttore del Tg3, al posto di Di Bella, che andrà ad occupare la casella lasciata libera da Orfeo. Indubbiamente il gioco delle tre carte oppure una mossa gattopardesca, nella sostanza un riaccomodamento politico che ci dice che Rai-politica è ancora un binomio nominabile e che Fuortes non è probabilmente l’AD che potrà scioglierlo, anche se il segnale che ha voluto dare è quello del decisore forte e risoluto.

Le reazioni politiche

Fuortes è riuscito in un colpo solo a far arrabbiare il governo, i partiti e ovviamente lo stesso Orfeo, giornalista di spicco della Rai, che non poteva certo accettare una rimozione di tale natura, senza batter ciglio. La decisione dell’AD ha infastidito i ministri Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Luigi Di Maio, ma anche Forza Italia e Italia Viva, ha provocato una piccola crisi tra Draghi (che aveva a gran voce richiesto provvedimenti sulla questione talk) e il Pd, ma anche l’opposizione della presidente Rai, Marinella Soldi.

Così, il finale della storia prevede che Orfeo torni alla direzione del Tg3 al posto di Simona Sala che passerà al Daytime, mentre per gli Approfondimenti arriva Antonio Di Bella, altro giornalista stimato da tutti che dovrà occuparsi del problema dei talk show, sempre che riesca a districarsi nel groviglio sempre più fitto delle ospitate filorusse tra Cartabianca, Report ed Agorà.

La Rai e il nuovo piano industriale

Il rimescolamento di Fuortes arriva a pochi giorni dal debutto del nuovo piano industriale (in Cda la prossima settimana) e di una stagione elettorale che si sta per aprire. Alcuni osservatori credono che la mossa dell’AD sarebbe stata pensata anche e soprattutto per anticipare le mosse dei partiti e mettersi preventivamente al riparo.

Al momento il motivo ufficiale della rimozione di Orfeo è la mancata presentazione dei palinsesti autunnali. Mentre la principale versione ufficiosa (come riportata da Dagospia) poggia su una vera e propria diatriba personale tra Fuortes e Orfeo. Ma al di là delle ricostruzioni giornalistiche, il tema nevralgico resta quello degli approfondimenti e dei programmi: Orfeo sarebbe stato scarsamente incisivo nella rimodulazione dei talk, sugli ospiti dei programmi e sui palinsesti, anche se Fuortes non ha mai indicato chiaramente una posizione ufficiale in merito e forse, anche, per questo la commissione di Vigilanza ha richiesto un’audizione in merito (dopo il 12 giugno). Con tutta evidenza, però, oltre i posti e le poltrone rimangono e permangono i problemi di un servizio pubblico, nella cui gestione sembrano essere assenti le strategie non solo editoriali, ma anche e soprattutto economiche.

@L_Argomento

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