Cannabis e eutanasia, il metodo Magi è la vera democrazia diretta

Cannabis e eutanasia, il metodo Magi è la vera democrazia diretta

Tempo di lettura stimato 2 minuti

Cannabis e eutanasia, il metodo Magi è la vera democrazia diretta
Averci pensato prima… La legge fatta approvare grazie al pressing di Riccardo Magi che ha introdotto la raccolta di adesioni on line per i referendum abrogativi mediante la firma digitale o lo spid si sta dimostrando vincente.

Un vero uovo di Colombo che potrebbe mettere fuorigioco le velleità della partitocrazia di porre il freno a mano per ogni riforma che siccome scomoda per una parte retriva del loro elettorato viene etichettata come “divisiva” e quindi messa in un cassetto.

Parafrasando Grillo si potrebbe dire “te la do io la democrazia diretta”. E non la sua caricatura in salsa grillina. Invece che iscriversi a una piattaforma di una società garantita da un garante autonominatosi tale, meglio, molto meglio seguire una legge che avvicina l’Italia alla Svizzera o ad alcuni stati dell’America dove si votano referendum ogni tre mesi su moltissimi temi che colpiscono l’opinione pubblica.

L’enorme afflusso di firme – ad esempio – per la regolamentazione dell’eutanasia e per il consumo della cannabis dimostra che le persone sentono questi problemi trasversalmente e non vogliono obbedire alle logiche dei partiti che spesso sono solo di compromesso con lo status quo.
Se duecentomila firmano in un giorno per la cannabis legalizzata è chiaro che saranno trasversali a tutti gli schieramenti senza quelle distinzioni da anni ’70 secondo cui a favore dell’uso della cannabis, anche terapeutico, sarebbero i “compagni” mentre contro “i fasci”. Idiozie identitarie promosse da chi nella politica non ha altro da dire che simili banalità. Compresi i leader attuali dei vari schieramenti.

Con una strizzatina d’occhio alla dottrina sociale della Chiesa che viene ascoltata solo quando promuove il perbenismo bigotto e impedisce all’Italia di essere uno stato laico. Non certo per i temi dell’accoglienza o per quelli sui doveri degli stati verso i poveri, gli ultimi, i carcerati.
Riccardo Magi indirettamente, in qualche maniera, ha indicato la nuova via referendaria anche ai radicali del partito radicale docg, quello di Maurizio Turco, Rita Bernardini e Sergio D’Elia, impegnato da due mesi nella raccolta firme tradizionale per i sei referendum sulla giustizia insieme ai “volenterosi” della Lega di Salvini.

Una raccolta che è stata quasi una marcia trionfale anche essa ma che si è dovuta appoggiare ad un’alleanza con un partito che poco ha a che vedere con la welt und schauung pannelliana e quindi etichettabile come “scorciatoia”.

Come mezzo che giustifica un nobilissimo fine come quello di portare una giustizia giusta agli italiani. Ebbene per il futuro, con la possibilità di raccogliere firme on line, si potrà – volendo – fare a meno di allearsi con un partito che al garantismo è sensibile quasi esclusivamente solo quando le inchieste riguardano suoi esponenti. E che continua a gridare “in galera” per tutti gli altri. Compresi , guarda caso, proprio quelli che “si fanno le canne”. Il tutto per puri interessi identitari ed elettoralistici, probabilmente anche mal calcolati.
Cannabis e eutanasia, il metodo Magi è la vera democrazia diretta

Shortlink: https://bit.ly/3lrRV75

TAGS