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Calenda guida la corsa del centrosinistra al Campidoglio

Zingaretti non corre, Gualtieri rimane incerto. Vittorio Sgarbi cresce nella popolarità del centrodestra romano.

Calenda guida la corsa del centrosinistra al Campidoglio
Il Campidoglio nasce alle pendici degli antichi stadi romani. Calenda scalda i muscoli a bordo campo. Prova a capire se quello di Zingaretti – candidato è uno spauracchio per prendere tempo o se l’ex segretario può davvero scendere in partita.

La disfida di Roma entra nel vivo con l’approssimarsi dell’estate, quando avrà inizio la campagna elettorale; si voterà poi a ottobre. Oltre a Virginia Raggi, che a Roma gode di scarsa popolarità, sono in campo per il centrosinistra Carlo Calenda, Roberto Gualtieri, Marianna Madia, Tobia Zevi e con ogni probabilità Paolo Berdini.

Prima di organizzare le primarie, il Pd cerca di capire se vanno fatte davvero. “Se c’è Nicola in campo, si possono non fare”, si è lasciato sfuggire uno dei Big del Nazareno. Calenda punta a fotografare lo stato dell’arte.

Oggi è lui ad avere la palma in mano. E rimarca il passo indietro di Zingaretti. “Nicola Zingaretti è una persona seria. Ha sempre negato di voler correre per fare il sindaco di Roma, e io gli credo. Del resto si è dimesso da poche settimane da segretario del Pd per dedicarsi a tempo pieno al governo della regione.

Sarebbe ben strano, e davvero poco serio, se ora si dimettesse anche da presidente della Regione, in una fase delicatissima della vaccinazione, per correre come sindaco. Anche per questo sono convinto che non lo farà”, dichiara il leader di Azione. Gli risponde in scia, dal Pd, Marcucci:

“Tutti i sondaggi ci dicono che Zingaretti sarebbe il candidato più forte: vedremo cosa deciderà infine l’ex segretario del Pd.

In linea generale, non rinuncerei per nulla al mondo al rapporto con Calenda, soprattutto a Roma, perché ha un curriculum adeguato alle esigenze della Capitale ed un bagaglio di idee e proposte assolutamente compatibili con le nostre. Reputo tutto questo compatibile con primarie vere, ai gazebo per intenderci, non quelle online”, ha detto il senatore Pd Andrea Marcucci in un’intervista al Foglio.

Calenda mastica la foglia. E non ci sta: “Ticket non ne faccio. Corro per vincere e voglio governare Roma per dieci anni, non per cinque”, mette giù lapidario. Rimane apertissima la sfida nel centrodestra, dove al liberista Andrea Bernaudo e al libertario Vittorio Sgarbi i partiti tradizionali faticano ad affiancare un loro candidato.
Calenda guida la corsa del centrosinistra al Campidoglio 

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