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Brexit: alta tensione su pesca, Gb minaccia Francia di ricorso a meccanismo Ue

Scontro tra Parigi e Londra sui diritti di pesca nel Canale della Manica, con il rischio si arrivi al blocco francese di navi e camion britannici. Il presidente francese Emmanuel Macron, il Regno Unito affronta un test della sua “credibilità” internazionale, nel contesto di reciproche accuse di violazione dell’accordo commerciale post-Brexit Gb-Ue.

E Londra ha avvertito che sta “valutando attivamente” un’azione legale, se la Francia proseguirà con le minacce di bloccare i suoi pescherecci e imporre controlli rigidi sulla pesca. “Se ci sarà violazione del trattato”, “faremo tutto il necessario per proteggere gli interessi britannici”, ha detto il premier Boris Johnson, a Roma per il G20, minacciando il ricorso al meccanismo di risoluzione delle dispute legato agli accordi di divorzio dall’Unione europea. La Francia sostiene che ad alcune sue imbarcazioni sia stato negato il permesso di pescare nelle acque dove lavorano da tempo, mentre il Regno Unito afferma di aver acconsentito al 98% delle richieste dei pescherecci dell’Ue. Parigi, fosse anche per questione di principio, intende difendere i suoi interessi, mentre si consolidano le nuove relazioni post-Brexit. L’escalation è arrivata quando le autorità francesi hanno accusato un peschereccio registrato in Scozia di non avere la licenza, il capitano è stato fermato a Le Havre e un’udienza fissata al prossimo anno.

Parigi ha minacciato di bloccare le imbarcazioni britanniche e rafforzare i controlli su navi e camion, se le licenze non saranno garantite. E ha ipotizzato di limitare le forniture d’energia alle Isole del Canale, possedimento della Corona britannica che dipendono dall’elettricità francese. Il premier Jean Castex ha chiesto all’Ue di appoggiare Parigi, perché il blocco dovrebbe mostrare che “lasciare l’Unione è più dannoso che restarvi”. Gli ha risposto il ministro britannico alla Brexit, David Frost, accusando Parigi di minacce “alla futura collaborazione”.

Citando eventuali violazioni degli accordi, ha esortato Parigi a “fare un passo indietro”. Macron, che incontrerà domani (domenica) Johnson a margine del vertice G20, ha aggiunto: “Non riguarda solo gli europei, ma tutti i loro partner”, ha detto al Financial Times, perché “passare anni a negoziare un trattato e pochi mesi dopo fare il contrario di quel che è stato deciso sugli aspetti meno graditi non è un grande segnale di credibilità”.

A Roma, Johnson ha incontrato intanto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, cui ha detto che “le minacce francesi sono del tutto ingiustificate e non sembrano compatibili con l’accordo” Londra-Ue “o con il più ampio diritto internazionale”. Inoltre, ha fatto sapere Downing Street, è tornato sulla questione nordirlandese: ha “accolto con favore i colloqui costruttivi”, ma “ha rilevato che permangono divari sostanziali” e “che occorre realizzare presto progressi reali”.

Johnson ha poi “sottolineato la necessità di concordare rapidamente soluzioni per salvaguardare l’accordo di Belfast (del Venerdì Santo) e ridurre i disagi per le famiglie e le imprese nell’Irlanda del Nord”.

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