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Internazionale

Blinken prende tempo e intanto l’Ucraina brucia. Nato e Usa immobili

Kiev chiama, ma nessuno risponde. Il Segretario di Stato americano e il numero uno della Nato annunciano l’unità degli atlantisti, ma non accolgono le richieste di Zelensky di una no-fly zone sul paese. Così il massacro dei civili sarà assicurato

Left to right: Antony J. Blinken (US Secretary of State) with NATO Secretary General Jens Stoltenberg
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Prende ancora tempo il segretario di Stato americano Anthony Blinken, quando dice che la Nato difenderà “ogni centimetro” del suo territorio ma non sarà coinvolta in Ucraina. Incontrando a Bruxelles il Segretario Generale Jens Stoltenberg non ha accelerato, come qualcuno si aspettava. In Ucraina intanto la situazione peggiora quotidianamente, con gli attacchi alle centrali nucleari e i timori di Moldavia, Georgia ed Estonia di possibili attentati.

Le sue parole

“Siamo di fronte a quella che è la guerra d’elezione del presidente Putin, una guerra che non è stata provocata e che sta avendo conseguenze orribili per le persone reali, per le madri, i padri, per i bambini. Vediamo le immagini in TV e deve fermarsi. Ci impegniamo a fare tutto il possibile per fermarlo. Abbiamo stabilito insieme, dopo due guerre mondiali, che sono così importanti per mantenere la pace e la sicurezza per tutti, principi che il presidente Putin sta violando egregiamente ogni singolo giorno, l’idea che un paese non può semplicemente entrare e cambiare i confini di un altro paese con la forza o prenderne il controllo, il principio che un paese non può dettare a un altro le scelte che i suoi cittadini farebbero sul proprio futuro, il principio che siamo passati il tempo delle sfere di influenza in cui un paese soggioga il suo vicini alla sua volontà. Tutte queste cose sono in gioco e se permettiamo che quei principi siano sfidati come Putin sta facendo ora impunemente, questo aprirà un vaso di Pandora di guai, non solo per noi, ma, francamente, per il mondo intero”.

Kiev chiama, ma nessuno risponde

Ancora un appello di Volodymyr Zelensky alla NATO affinché imponga una no-fly zone sul suo paese: “È necessaria una chiusura immediata dei cieli sull’Ucraina”, ma nemmeno questa volta Stoltenberg raccoglie: “Siamo d’accordo sul fatto che non dovremmo avere aerei della NATO che operano nello spazio aereo ucraino o truppe della NATO sul territorio ucraino”. Per poi avvertire che i prossimi giorni in Ucraina “probabilmente saranno peggiori” con “più morti, più sofferenza e più distruzione, il presidente Putin non è riuscito a dividerci. La NATO è più unita, più determinata e più forte che mai”, ha aggiunto. Ma nei fatti l’alleanza non entra nel conflitto.

No dagli Usa

Anche Washington ha detto no all’uso di truppe per creare una no-fly zone: “Richiederebbe, essenzialmente, che le forze armate statunitensi abbattano gli aerei russi e causino o inducano una potenziale guerra diretta con la Russia, il passo esatto che vogliamo evitare”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.

Ucraina vs Nato

Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, ha detto ai suoi omologhi nella NATO che “condivideranno la responsabilità” per la morte dei suoi cittadini se ritardano ad aiutare a fermare la guerra russa: “Siamo pronti a combattere. Continueremo a combattere, ma aiutaci. Se non lo fai, temo che dovrai condividere la responsabilità delle vite e delle sofferenze dei civili ucraini morti a causa degli spietati piloti russi che lanciano bombe su di loro. Sono certo che questa guerra si svilupperà in un modo in cui arriverà il momento in cui sarai disposto a fornirci qualsiasi cosa, letteralmente qualsiasi cosa di cui abbiamo bisogno, per impedire a Putin di colpirti e trasformare l’Europa in un incubo. E la mia speranza, la mia unica speranza, è che non sarà troppo tardi”.

@L_Argomento

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