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Internazionale

Bennett-Erdogan, è derby tra negoziatori per fermare il massacro

Al momento l’israeliano parte in vantaggio, perché non ha con la Russia la stessa dipendenza economica e strategica della Turchia

Tempo di lettura stimato 2 minuti

Sta per iniziare un vero e proprio derby tra negoziatori che si offrono di mediare nella guerra in Ucraina tra Kiev e Mosca. Da un lato il premier israeliano Bennett e dall’altro il presidente turco Erdogan: ognuno a proprio modo ha interesse ad avanzare la propria candidatura, visto che i precedenti round non solo non hanno portato frutti, ma non si sono verificati in campo neutro né con una regia davvero terza ed autorevole.

Negoziatori

Al momento l’israeliano parte in vantaggio, perché non ha con la Russia la stessa dipendenza economica e strategica che la Turchia, alle prese con il sistema missilistico S-400 (che ha fatto uscire Ankara dal programma americano degli F-35) e la centrale nucleare che Rosatom sta costruendo nel paese. Ma Erdogan però vuole uscire dalla crisi della lira turca (in vista delle urne del prossimo anno) con in tasca la patente di risolutore del conflitto anche per accreditarsi meglio in ambito Nato.

Variabili

Kiev ha ringraziato Bennett per la diplomazia della navetta, nella consapevolezza che Gerusalemme potrebbe ospitare i colloqui. Infatti l’ambasciatore ucraino a Tel Aviv Yevgen Korniychuk ha osservato che gli sforzi di pace di Israele sono più importanti degli aiuti militari. Korniychuk ha aggiunto che “a causa dei tuoi limiti, comprendiamo perché Israele non ha fornito aiuti militari”. Fino ad oggi Israele ha cercato di evitare di inimicarsi la Russia, che mantiene una presenza militare nella vicina Siria settentrionale di Israele: “Non siamo sicuri se al momento abbia successo o meno, ma il fatto stesso che il primo ministro se ne sia andato durante lo Shabbat per parlare di pace non ha precedenti”.

Cina

Anche la Cina si è detta pronta a mediare, ma all’esterno non sarebbe vista come il soggetto ideale per farlo. Pechino ha definito Mosca come il suo principale “partner strategico” nonostante la guerra e non condanna l’invasione dell’Ucraina nonostante le crescenti pressioni. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha definito la Russia il “partner strategico più importante” e ha detto che i legami cinesi con Mosca costituiscono “una delle relazioni bilaterali più cruciali al mondo”.

Per cui Bennett così come Erdogan si gioca molto, forse tutto, perché è il suo primo vero banco di prova mentre per il turco potrebbe essere l’ultimo.

@L_Argomento

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