Connect with us

Hi, what are you looking for?

Innovazione

Automotive: tsunami vendite, giù anche a giugno: non si vive di soli incentivi

Restano 38 milioni i veicoli inquinanti in Italia, che difficilmente passeranno all’elettrico in un batter di ciglia a causa di costi elevati e poche colonnine

C’è un settore di cui poco si parla rispetto ad una decisione europea, quella del no al fossile entro il 2035, e che invece incide parecchio sia sui livelli occupazionali del nostro paese sia sull’indotto connesso alle quattro ruote. Dopo il biennio pandemico l’automotive deve ora affrontare lo scoglio del caro energia e della guerra, con la crisi dei semiconduttori e con una realtà fatta di cittadini che faticano a pagare le bollette, figurarsi a cambiare l’utilitaria.

Vendite giù

La situazione è ben fotografata dai dati dell’Archivio Nazionale dei Veicoli del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, secondo cui con 127.209 immatricolazioni, il mercato delle nuove autovetture a giugno è sceso del -15% rispetto a giugno 2021; nel primo semestre dell’anno le nuove registrazioni sono state 684.228, con un calo del -22,7% (-36,8% sul 2019). Nello specifico le autovetture del canale privati hanno perso il -14,5% a 73.261 unità a giugno, mentre nel corso dell’anno le nuove immatricolazioni private hanno registrato complessivamente -24,5% (quota 60,5%). Anche le autovetture destinate alle società sono diminuite circa del -31% rispetto al sesto mese del 2021 e del -25% da inizio anno (quota di mercato al 13,4%); il canale noleggio (a breve e lungo termine) ha registrato complessivamente -7,2% nel mese ed è sempre negativo sull’anno -16,6% (quota 26,1%).

Federauto

“A giugno il decremento del mercato è stato molto più contenuto rispetto a quanto accaduto nei mesi precedenti per effetto degli incentivi prenotabili da fine maggio: si tratta comunque della dodicesima flessione consecutiva – dichiara Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – Tuttavia, i 170 milioni relativi alla fascia 61-135 g/km di CO2, cioè quelli che generano maggiori volumi di vendita (il 65% del mercato) e dunque contribuiscono efficacemente ad un veloce rinnovo del parco circolante, sono andati esauriti in circa venti giorni dalla messa a disposizione, mentre i fondi destinati agli acquisti di elettriche e plug-in da parte di privati e società di car sharing restano ancora abbondanti, rispettivamente l’87,3% e il 93,7% dello stanziamento 2022. Su tali acquisti incidono ovviamente i prezzi piuttosto elevati, l’ascesa del costo dell’energia, la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, le incertezze di autonomia chilometrica, le incognite legate alla insufficiente rete dell’infrastruttura di ricarica, specialmente in autostrada dove le colonnine scarseggiano, nonché lo stringente vincolo di proprietà di 24 mesi per il car sharing. Inoltre, non dimentichiamoci che la normativa ha escluso dagli incentivi gli acquisti delle flotte aziendali, cioè quella parte della domanda che, invece, più di altre è in grado accelerare la sostituzione del parco circolante con soluzioni green, con l’ulteriore vantaggio che dopo la dismissione dai parchi aziendali, mediamente ogni 24-36 mesi, tali veicoli – che incorporano le migliori tecnologie emissive – vanno ad alimentare il mercato dell’usato”.

“In tale contesto di forti tensioni sul settore – continua De Stefani – abbiamo apprezzato l’allungamento del termine per completare la prenotazione dei veicoli incentivati, prorogato dal Governo con il DL Semplificazioni fiscali, da 180 a 270 giorni. Infatti, le ricorrenti difficoltà nelle produzioni di veicoli e le consegne molto dilazionate – per i problemi ben noti delle supply chain – rischiavano di vanificare il beneficio economico in capo agli acquirenti. Tuttavia, il meccanismo legislativo ha lasciato fuori non poche prenotazioni relative al secondo semestre 2021, con il disappunto di molti clienti. L’auspicio è che si possa introdurre, a stretto giro, una modifica normativa per recuperare anche queste prenotazioni che non sono rientrate nella proroga, nonché rendere maggiormente fruibili i contributi per i veicoli commerciali”.

Alimentazioni

Con riferimento alle alimentazioni, a giugno il mercato delle auto a benzina (-17,6%) e diesel (-21,8%) ha continuato ad indebolirsi con una quota di mercato che su base annua è scesa rispettivamente al 27,8% (-4,39 p.p. sui primi sei mesi 2021) e 20,2% (-3,74 p.p.). Le vetture a Gpl sono in crescita (+1,4%) nel mese e quelle a metano sempre in forte contrazione (-62,3%); da inizio 2022, l’andamento è analogo: Gpl in crescita del +5,6% e metano in calo del -63%. Neanche le BEV sono riuscite ad andare in territorio positivo (-12,7%) e nel cumulato la battuta d’arresto è del -17,6% (quota di mercato annua 3,6%); per le vetture ibride (mild, full e plug-in) la discesa mensile è del -8,7% e -6,1% nel primo semestre 2022 (rappresentatività al 38,5%).

Se a ciò si aggiunge che il livello salariale in Italia rimane il più basso d’Europa e che sono sempre di più gli italiani che faticano a pagare le bollette di luce, gas e acqua il quadro è completo (e poco rassicurante per tutti, per chi vende, per chi non compra e per chi lavora in quel settore).

@L_Argomento

(Foto: Alfa Romeo Tw profile)

Articoli Correlati

Economia

Come se non si potesse prevedere la reazione di Mosca: c'è il rischio che l'intera questione legata all'energia e ai livelli produttivi sia stata...

Politica

Crisi e gas: in questo quadro non certo esaltante spiccano i soliti no italiani: alle liberalizzazioni, al nucleare. E i capricci dei partiti.

Innovazione

Si guadagna l’appellativo di “G.O.A.T.” (Goes Over Any Type of Terrain – capace di affrontare ogni tipo di terreno) grazie a un sofisticato sistema...

Innovazione

Sbarca in italia la nuova divisione per la gestione delle flotte di vetture e veicoli commerciali