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Internazionale

Attacco via mare: perché Odessa è il vero obiettivo della crociata di Putin

Significherebbe per Mosca accedere ad una finestra strategica a cavallo tra Asia ed Europa

Il principale porto dell’Ucraina, snodo commerciale e geopolitico sul mar Nero. Odessa ha una doppia valenza: da un lato è finestra sul Mar Nero a cavallo tra Asia ed Europa, dall’altro è un simbolo industriale dell’Ucraina, dove i tre quarti della popolazione parla il russo.

Prima Mariupol

Il punto di arrivo, però, passa da un punto di mezzo: Mariupol, in queste ore bombardata anche dal mare. E’quello il passaggio strategico per i russi, perché si aprirebbe un vero e proprio corridoio per truppe, mezzi e commerci appunto fino a Odessa che era il principale porto russo dalla sua fondazione ufficiale nel 1794. Oggi è rilevante in quanto è sede di alcune industrie nei settori navale, chimico, metallurgico, agroalimentare e del raffinamento del petrolio.

Mar Nero (e non solo)

Se Odessa cadesse definitivamente in mani russe, si aprirebbe la possibilità concreta di una maggiore e più intensa presenza in quelle acque della marina sovietica. La Convenzione di Montreux, che ha scopo di regolamentare la navigazione attraverso Bosforo e Dardanelli, subirebbe non poche pressioni. Venti giorni fa infatti la Russia voleva portare più navi da guerra attraverso lo stretto turco, nello specifico quattro delle sue fregate tra il 27 e il 28 febbraio. A quel punto però Ankara ha gentilmente respinto la richiesta, per bocca del ministro degli Esteri Mevlut Çavuşoğlu. Forse Mosca pensava che si sarebbe aperta un’autostrada.

Perdite

In tutto ciò spiccano le notizie sulle perdite subite dall’esercito russo, ragion per cui Mosca ha ingaggiato mercenari siriani, oltre la brigata Wagner. Almeno 40 per cento delle unità russe coinvolte nei combattimenti sarebbero state perse dal 24 febbraio ad oggi. Oggi la NATO valuterà un rafforzamento significativo e permanente del fianco orientale in occasione del meeting dei ministri della Difesa, alla presenza del segretario generale Jens Stoltenberg.

@L_Argomento

(Foto: Odessa port on Flickr)

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