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Politica

Armi e catasto, le polveri bagnate dei gialloverdi e lo scatto di Draghi

Conte e Salvini alle prese con un colpo di coda prima della campagna elettorale: ma dimenticano il ruolo del premier e l’azione anti-burocrazia

MARK RUTTE MARIO DRAGHI
Tempo di lettura stimato 2 minuti

Al di là della battuta su pace e condizionatori che qualcuno sta caricando di troppa enfasi, la settimana politica che volge al termine porta in pancia una consapevolezza: armi e catasto rischiano di rivelare le polveri bagnate di Giuseppe Conte e Matteo Salvini, non fosse altro perché il resto del governo viaggia compatto verso un grande (ma silenzioso) obiettivo: il taglio della burocrazia per i progetti di cui l’Italia ha bisogno e la nuova europostura di Roma.

Sburocratizzare

Se i progetti legati alla transizione energetica, come parchi eolici off shore e similari, riusciranno a registrare un taglio netto delle autorizzazioni e quindi vedere la luce prima di una nuova era geologica, si dovrà alla scelta dell’esecutivo di procedere in questa direzione. Per decenni si è scritto che i mali italici risiedevano principalmente nella pachidermica rete di codicilli e tempi biblici per realizzare opere di interesse strategico, ora può essere questo un passo risolutore.

GIUSEPPE CONTE
MATTEO SALVINI

Posizioni

Le posizioni di M5s e Lega contro le spese militari e la riforma del catasto, dunque, rischiano di ritorcersi contro gli stessi propositori in un momento in cui gli elettori guardano al caro energia e al rischio di licenziamenti in una serie di settori, zavorrati dal tragico binomio pandemia-guerra. E’ chiaro a tutti che più fondi a imprese e sociale servirebbero, ma tanti ne sono stati già messi in passato su Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Oggi la priorità è investire sul comparto militare, con un evidente ritorno sia per l‘industria italiana della difesa, sia per il ruolo che l’Italia potrà avere nella nuova Europa in questa nuova guerra fredda che, piaccia o meno, andrà affrontata.

Più difesa

La Germania con lo stanziamento record da 100 miliardi di euro per il suo ammodernamento militare (compresi gli F-35 in cui l’Italia a Cameri ha un ruolo centrale) ha mosso le pedine in una direzione precisa, stimolando una stagione diversa, ma in parallelo alle scelte Usa che si stanno sempre più concentrando sul versante asiatico più che su quello Mediterraneo. La Francia ha già una presenza significativa con la portaerei Charles de Gaulle e i caccia Rafale che vende a mercati sensibili come la Grecia.

L’Italia ha deciso di incunearsi in quella scia, anche per ragioni geopolitiche a cui alcuni replicano agitando la clava delle altre priorità per il paese. Come sul gas, non è questo il momento dei distinguo.

@L_Argomento

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