Marocco: Rabat respinge accuse di spionaggio

Marocco: Rabat respinge accuse di spionaggio

Il governo ha "categoricamente" respinto queste "accuse false e infondate"

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Marocco: Rabat respinge accuse di spionaggio
La Procura generale del Marocco ha annunciato l’apertura di un’indagine giudiziaria su false accuse rivolta a Rabat reo di aver utilizzato il software spia Pegasus. Il governo marocchino ha indicato di voler avviare un procedimento legale contro chiunque abbia raccolto queste false accuse.

Il governo ha “categoricamente” respinto queste “accuse false e infondate”, sfidando l’ONG Amnesty International e il consorzio “forbiddenstories”, nonché i loro sostenitori e protetti, a fornire qualsiasi prova tangibile e materiale a supporto delle loro tesi.

Il ministro degli Affari esteri, della cooperazione africana e dei marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita, in relazione alla campagna mediatica, ha dichiarato, che qualsiasi persona o organizzazione che accusi il Marocco, deve presentare prove o assumersi la responsabilità delle sue denunce calunniose in tribunale.

A tal fine, il Regno del Marocco ha deciso di avviare procedimenti legali, a livello nazionale ed internazionale, contro tutti coloro avallino tali accuse. Bernard Squarcini, ex direttore della Direzione Centrale dell’intelligence interna in Francia, che ne ha parlato sull’emittente francese Europa 1, commenta che è “troppo facile” puntare il dito contro il Marocco, esprimendo dubbi sulla veridicità delle informazioni diffuse dal collettivo Forbidden Stories. Squarcini ha affermato di non “credere ” alle accuse rivolte al Marocco di essersi infiltrato nei telefoni di diversi personaggi pubblici marocchini e stranieri, tramite un software.

Anche il giornalista investigativo statunitense, Kim Zetter, noto per aver indagato su questioni legate alla sicurezza informatica e alla sicurezza nazionale dal 1999 e autore di diversi libri sull’argomento, è sorpreso dall’omertà che circonda i dati forniti da “Forbidden Stories”.

Secondo l’esperto un computer, non sono stati rilasciati dati. Per l’esperta norvegese di sicurezza informatica, Runa Sandvik, che si è fatta conoscere a Forbes prima di diventare esperta della sicurezza informatica al New York Times, è evidente l’incongruenza delle accuse riportate dai media di “Forbidden Stories“.

Ha pubblicato attraverso un tweet dieci stralci di articoli pubblicati da diversi media, mettendo in luce le contraddizioni riguardanti le fonti citate.
Marocco: Rabat respinge accuse di spionaggio

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