Toti: Limitazioni per i Non Vaccinati

Toti: Limitazioni per i Non Vaccinati

“Oggi il bene supremo è tutelare salute e benessere di tutti. Non si può — per la paura, l'egoismo e la posizione contestataria di alcuni — richiudere il Paese”.

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Non sottovaluta i rischi, nemmeno per la Liguria, che secondo gli epidemiologici tra 14 giorni rischia un numero di contagi da zona gialla: “Non si può escludere, dipenderà da noi, dalla nostra serietà, da quanto ci vaccineremo, da come ci comporteremo” dice in un’intervista al Corriere della Sera, Giovanni Toti, governatore e co-leader di Coraggio Italia. Contrario a chiusure che “farebbero danni gravissimi al Paese” ma chiede una politica più restrittiva del green pass e del tamponi e, se servirà, a misure “di contenimento” solo per chi non avesse completato il ciclo vaccinale. “Purtroppo è possibile che serva qualche altra forzatura. Ma non sulla libertà di spostamento: non possiamo permetterci chiusure e stop” e “l’obbligo va previsto per le terze dosi per il personale sanitario e delle Rsa, e va fatto subito”.

Inoltre “probabilmente bisognerà andare oltre e intervenire su durata e utilizzazione del green pass. Se un anno è troppo, se ne può ridurre la validità in attesa della terza dose. E soprattutto, si può condizionarlo, con un regime a ‘due velocità’: il certificato verde vale per tutti gli usi ad oggi concessi solo se ottenuto con la doppia dose di vaccino, non con il tampone”, “se i dati peggioreranno, è una strada da percorrere. Chi si è vaccinato, proteggendo sé stesso e la sua famiglia, ha diritto di vivere una vita normale. Chi no, con il tampone potea solo accedere ad attività essenziali alla sopravvivenza: potrà lavorare, fare acquisti indispensabili (alimentari, farmaceutici) ma non frequentare luoghi dove mette a rischio la propria salute e anche quella altrui”. E i tamponi “non possono valere 3-4 giorni, sono troppi, perché si può essere negativi nel momento in cui viene fatto ma positivi 48 ore dopo, con il rischio di contagiare gli altri”.

E conclude: “Oggi il bene supremo è tutelare salute e benessere di tutti. Non si può — per la paura, l’egoismo e la posizione contestataria di alcuni — richiudere il Paese”.