Cop26: l’1% della popolazione più ricca inquinerà 30 volte oltre i limiti al 2030

Cop26: l’1% della popolazione più ricca inquinerà 30 volte oltre i limiti al 2030

Quindi lontanissimo dall'impegno principale, e fondante, l'accordo di Parigi;

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L’1% della popolazione più ricca inquinerà 30 volte oltre i limiti sostenibili dal Pianeta nel 2030, e ci porterà al di sopra della soglia degli 1,5 gradi di aumento medio della temperatura globale.

Quindi lontanissimo dall’impegno principale, e fondante, l’accordo di Parigi; di conseguenza fuori strada dalla lotta ai cambiamenti climatici. Tanto che l’1% più ricco sarà responsabile del 16% delle emissioni globali.

E’ questo il cuore del nuovo rapporto messo a punto da Oxfam, in collaborazione con l’Institute for european environmental policy e lo Stockholm environment institute, e lanciato in occasione della giornata dedicata a scuola e istruzione alla Cop26 a Glasgow, dove proprio i giovani – guidati dalla paladina svedese Greta Thunberg – hanno manifestato chiedendo impegni concreti ai leader mondiali.

Secondo gli scenari prospettati dal rapporto quello che succederà nel 2030 sarà che le emissioni di CO2 in atmosfera prodotte dall’1% più ricco della popolazione mondiale saranno 30 volte superiori ai livelli sostenibili per limitare l’aumento delle temperature globali entro 1,5 gradi rispetto all’era pre-industriale. Inoltre considerando le emissioni globali totali, invece di quelle pro-capite, viene stimato che l’1% più ricco (circa 80 milioni di persone) tra meno di 10 anni sarà responsabile del 16% delle emissioni globali; quando nel 1990 rappresentava il 13% del totale, e nel 2015 il 15%.

La deduzione è che “andando avanti su questa strada nel 2030 le emissioni totali, di cui sarà responsabile da solo il 10% più ricco del mondo, supereranno la quota di emissioni tollerabili per scongiurare l’aumento della temperatura media entro gli 1,5 gradi, indipendentemente da ciò che farà il restante 90% dell’umanità”. Per offrire un’idea dello ‘spreco’ di emissioni Oxfam fa presente come per esempio per “un singolo volo spaziale, come quelli organizzati dalle agenzie private per i super-ricchi, sia responsabile di più emissioni di quante ne vengono prodotte dal miliardo di persone più povere del Pianeta in un anno”.

Cambia anche la mappa delle disuguaglianze nella produzione di emissioni di CO2; entro il 2030 infatti i cittadini cinesi saranno responsabili del 23% delle emissioni prodotte da quell’1% di popolazione più ricca, i cittadini Usa del 19%, e quelli indiani per l’11%.

Per farcela a cancellare la possibilità descritta da questo scenario – spiega Oxfam – “ciascun abitante del Pianeta dovrebbe inquinare la metà rispetto ad oggi: ogni persona entro il 2030 dovrebbe cioè essere responsabile dell’emissione di appena 2,3 tonnellate di CO2 all’anno”.

C’è anche una nota positiva nel rapporto Oxfam. Con gli impegni presi con l’accordo di Parigi il 40% della popolazione mondiale è già sulla strada per arrivare ad un taglio delle emissioni pro-capite del 9% tra il 2015 e il 2030.