Il Cavaliere vede i ministri, ‘mai sottomesso a Salvini’

Il Cavaliere vede i ministri, ‘mai sottomesso a Salvini’

I tre azzurri lavorano sugli irrisolti nodi politici

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Dopo una settimana, il tempo giusto per lasciar decantare e guardare tutto con più lucidità, Silvio Berlusconi chiama a raccolta i ministri azzurri ‘dissidenti’. Per Mara Carfagna, Renato Brunetta e Mariastella Gelmini il portone di Villa Grande, la nuova residenza romana del Cav sull’Appia Antica, si apre intorno alle 12, in ampio anticipo rispetto al vertice con Matteo Salvini e i delegati leghisti al governo di Mario Draghi.

Un’ora di confronto, “chiarificatore”, trapela, durante il quale l’ex premier vuole guardare negli occhi i deputati azzurri. Il colloquio si svolge infatti nello studio dell’uomo di Arcore e per evitare “inutili attriti”, non partecipano né Antonio Tajani né Licia Ronzulli, i due dirigenti messi sotto accusa proprio da Carfagna, Brunetta e Gelmini. Non è insomma il momento della resa dei conti, filtra dal colloquio, durante il quale Berlusconi avrebbe chiesto una spiegazione al ministro degli affari Regionali per gli attacchi che gli aveva riservato durante l’elezione del capogruppo alla Camera.”Ditemi quando mai mi sono sottomesso. In questo partito la linea la detto e la continuerò a dettare io”, rimarca.

La risposta dei tre ministri è netta: lealtà personale al presidente e il “sostegno incondizionato” alla sua leadership e a una eventuale sua candidatura al Quirinale. Insomma, nessuno mai ha contestato Silvio Berlusconi, piuttosto quella gestione del partito che lascia irrisolti i “nodi politici”. La linea non cambia, Carfagna, Gelmini e Brunetta continuano a puntare il dito contro un partito a conduzione sovranista, tanto da chiedere chiaramente a Berlusconi di rappresentare “con maggiore energia ed equilibrio, la linea moderata, europeista, liberale e garantista di Forza Italia, marcando meglio la sua identità” .Mantenere il punto, questo il must che continua a muovere i tre deputati, senza tuttavia arrivare allo strappo o progettare la rottura.

Rispolverare e rendere preminente l’essenza di Fi – la stessa che Berlusconi continua a rivendicare – lontano da prese di posizione troppo spostate a destra. I tre ministri infatti non negano la soddisfazione per la linea draghiana di Salvini e di una futura linea di condotta di appoggio leale all’esecutivo, evitando iniziative che possano metterlo in difficoltà.

Tuttavia per quanto riguarda il rafforzamento del coordinamento, così come auspicato dal leader del Carroccio – sia a livello di delegazioni di governo sia di gruppi parlamentari, – tra Forza Italia e Lega, i ministri azzurri non hanno dubbi: già esiste e funziona bene. Un avviso ai naviganti che risuona forte e chiaro: ogni iniziativa finalizzata a migliorarne il funzionamento è ben accetta, ma no a diktat e a catene filosovraniste.