Green pass: nuove proteste in vista del G20, minacce a Sala e Qr code ‘rubati’ in vendita in rete

Green pass: nuove proteste in vista del G20, minacce a Sala e Qr code ‘rubati’ in vendita in rete

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Nuovi appuntamenti fissi, ogni martedì e ogni giovedì, si aggiungeranno alle proteste che ogni sabato, ormai da 15 settimane vanno in scena in tante città italiane. Non si placa il movimento No Green Pass, che sui social e in rete raccoglie sempre più simpatizzanti, intenzionati a mettere a ferro e fuoco – almeno a parole – Roma in occasione del G20 e a trasformare l’appuntamento internazionale in una “protesta contro il governo Draghi”.

Sono tante le voci che si rincorrono nelle diverse chat contro il passaporto vaccinale che proliferano su Telegram, dove di volta in volta vengono presi di mira politici, personaggi pubblici, medici e giornalisti. L’ultimo in ordine di tempo è il sindaco di Milano, Beppe Sala, addirittura “minacciato di decapitazione” per aver parlato – ospite a ‘L’aria che tira’ su La7 – dei cortei che ogni sabato paralizzano il traffico milanese. “La polizia potrebbe caricare ma il prefetto ovviamente e giustamente non vuole farlo. Servirebbero anche più agenti a Milano”, aveva commentato Sala.

Frasi che sono state interpretate da alcuni media, come ‘Il Giornale’ e ‘La Verità’, come un invito alle forze dell’ordine a usare la mano pesante contro le manifestazioni. Ma il popolo No Green pass si è spinto oltre: sono stati diffusi i numeri di telefono del sindaco e le sue email, oltre a riferimenti al suo indirizzo di casa e sono fioccate le minacce e i commenti al vetriolo. Abbastanza perchè il pool antiterrorismo della Procura di Milano, con la Digos e la Polizia postale, indagassero sul caso, in vista delle manifestazioni dei prossimi giorni.

Da qui al fine settimana, infatti, sono tanti gli appuntamenti ‘caldi’ già in programma. A Trieste, città diventata simbolo delle proteste contro il Green Pass, un corteo di circa 4 mila persone ha sfilato da Domio fino alla Risiera di San Saba, guidato da Stefano Puzzer, portavoce del Coordinamento 15 ottobre. La Siot, società petrolifera che nel porto di Trieste ha la sua sede, è stata scelta come simbolo per gli interessi economici che rappresenta.

In prima fila, oltre ai portuali che indossavano le pettorine gialle, c’erano anche alcuni autisti della Trieste Trasporti, operai della Flex e della Wartsila. In attesa di ricevere la risposta dal Consiglio dei ministri di domani sulle richieste inoltrate al ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, Puzzer invita la piazza alla calma. “Se il governo giovedì rigetterà le richieste che abbiamo fatto sabato scorso al ministro Patuanelli noi andremo avanti nella nostra protesta, lo faremo pacificamente, anche in porto – assicura – ma sempre con le stesse modalità, senza però bloccare mai nessuno.

Noi non siamo qui per mettere in crisi la nostra città, per dar fastidio ai cittadini che non la pensano come noi. Quindi se potremo evitare disagi alla cittadinanza lo faremo sicuramente”. Il prossimo appuntamento è per giovedì, con un nuovo corteo che sfilerà per Trieste e per venerdì con uno sciopero del Green Pass. Sabato, invece, Puzzer sarà uno dei protagonisti del corteo in programma a Milano, che patirà come di consueto alle 17 da piazza Fontana.

E se in tanti scelgono di manifestare contro il passaporto vaccinale – che probabilmente verrà prorogato fino a fine marzo – c’è chi preferisce aggirare l’ostacolo. Alcune chiavi che consentono la generazione del Green pass europeo sono state sottratte e con quelle sono stati pubblicati e diffusi in rete programmi per creare certificati falsi. Sul dark web è apparso perfino il certificato vaccinale ‘funzionante’ di Adolf Hitler in almeno due versioni differenti. Già nel pomeriggio, però, i programmi erano stati bloccati, tra le proteste dei militanti antivaccino che nei Qr code autoprodotti – al costo di circa 300 euro l’uno – avevano visto una possibile soluzione.