Pensioni: sindacati sulle barricate, serve riforma vera

Pensioni: sindacati sulle barricate, serve riforma vera

Critiche arrivano anche da Leu che si dice pronto a dare battaglia in Parlamento

Tempo di lettura stimato 2 minuti

Crescono le tensioni sulla riforma delle pensioni con i sindacati sulle barricate che chiedono un incontro al governo e la Lega che continua a guardare con molto sospetto le soluzioni individuate dal Tesoro per superare quota 100.

Sulla sfondo continuano le messe a punto delle numerose simulazioni all’attenzione dei tecnici del Mef che puntano ad addolcire lo scalone che si verrebbe a creare senza interventi con l’addio a quota 100, rimanendo all’interno del tetto (pari a meno di un miliardo in tre anni) previsto dal Documento di bilancio per intervenire sul capitolo previdenziale.I sindacati intanto alzano i toni, convocano direttivi unitari il 17 novembre a Roma e rilanciano le loro proposte. In una nota unitaria ribadiscono “l’esigenza di una riforma complessiva della legge Fornero”.

Cgil, Cisl e Uil continuano a considerare “una presa in giro” le ipotesi di nuove quote (102 e 104) per consentire l’uscita dal lavoro e spingono nuovamente per introdurre il limite dei 41 anni di contributi unito a una maggior flessibilità a partire dai 62 anni e da calcolare in base ai contributi versati.Sul tema pensioni si salda poi un inedito asse tra sindacati e Lega con il Carroccio che alza i toni e cerca sponda proprio con Cgil, Cisl e Uil.

“Chiederò oggi stesso un confronto anche con i segretari confederali dei principali sindacati per avere una proposta unitaria che tenga insieme le proposte di tutti”, ha spiegato oggi il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine della riunione con i suoi parlamentari.

Critiche arrivano anche da Leu che si dice pronto a dare battaglia in Parlamento. Sottolinea Stefano Fassina: “Quando si interviene su una materia così sensibile e centrale come la previdenza va prima fatto un confronto e cercato un accordo con le organizzazioni sindacali. Quota 102-104 è uno specchietto per le allodole.

Per superare ‘Quota 100’, sono necessarie misure strutturali per dare flessibilità al sistema pensionistico: l’applicazione del metodo contributivo come proposto dal Presidente dell’INPS Tridico; l’ampliamento delle attività riconosciute come usuranti; il rifinanziamento di ‘opzione donna’; il pensionamento con 41, di fatto 42, anni di anzianità senza vincolo anagrafico. Il Parlamento deve intervenire”.

TAGS