Lettera del Senatore Enzo Palumbo

Lettera del Senatore Enzo Palumbo

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Ottimo l’articolo di Mario lava pubblicato su Linkiesta sulla necessità di ritornare a un buon sistema elettorale proporzionale, abbandonando il maggioritario che non ha risolto alcun problema del passato e ne ha invece creato di nuovi.
In tale prospettiva, ho pensato di segnalare che, insieme ad altri professionisti della mia città (Messina) ho in corso da tempo un giudizio dinanzi alla mia Corte di Appello, dinanzi alla quale ho sollevato cinque questioni di legittimità costituzionale dell’attuale legge elettorale n. 165-2017 (c. d. rosatellum); tali questioni, se ritenute non manifestamente infondate dalla Corte di Appello, e poi eventualmente accolte dalla Corte Costituzionale, finirebbero tra l’altro per trasformare il rosatellum in una vera e propria legge elettorale proporzionale sia per la Camera, sia per il Senato.

Sebbene il ricorso in appello sia stato notificato il 27.12.2019 (quasi due anni fa), il giudizio si sta trascinando senza che la Corte messinese abbia sin qui emesso alcuna decisione, e anzi rinviandola di volta in volta in termini che appaiono chiaramente dilatori.
La prima udienza, originariamente fissata per il 16.04.2020, prima differita d’ufficio al 21.09.2020, è stata nuovamente differita (sempre d’ufficio) al 04.07.2022, quindi anticipata (su mia richiesta) al 10.05.202 con rituale deposito delle note conclusive, e infine inopinatamente ancora rinviata alla lontanissima udienza del 05.12.2022, avendo la Corte ritenuto che “non sussistono allo stato le ragioni di urgenza prospettate nell’istanza di anticipazione e tenuto conto del carico del ruolo e dell’anzianità della causa”.

In sostanza, il giudizio è stato rinviato a un’udienza che, per la sua prossimità alla scadenza naturale dell’attuale legislatura (e salvo anticipazioni sempre possibili) renderebbe comunque impossibile alla Corte Costituzionale, cui le q. l. c. venissero eventualmente rimesse, di pronunziarsi tempestivamente sulla legittimità costituzionale delle norme contestate; per non dire che, nel caso in cui la Corte di Appello ritenesse le questioni manifestamente infondate, si renderebbe di fatto inutile anche l’eventuale impugnazione della decisione negativa dinanzi alla Corte di Cassazione.

Ora — considerato che il Parlamento ben difficilmente metterà mano alla modifica del rosatellum, preferendo le forze politiche (quasi tutte) affrontare la “riffa” delle elezioni con coalizioni raffazzonate che si romperebbero all’indomani delle elezioni (come l’esperienza dimostra) — quella del giudizio che mi sono permesso di segnalare sarebbe l’occasione giusta per introdurre per via costituzionale quella legge elettorale proporzionale che non si riesce a introdurre per via parlamentare.

E lo dico con tutto il rispetto per l’istituzione Parlamento, che tuttavia, allo stato, non sembra in grado di legiferare in materia, restituendo ai cittadini il diritto di essere rappresentati in ragione dei consensi che ciascun partito sarebbe in grado di ottenere, che è poi la principale ragione per cui i cittadini che non si sentono rappresentati finiscono per disertare le urne.

Francamente, sono alquanto scoraggiato dalla situazione che si è venuta a creare, e mi chiedo se Linkiesta non possa promuovere un movimento di opinione pubblica per interrompere questo “gioco dell’oca” in cui il giudizio in corso presso la Corte di Messina sembra immerso da quasi due anni, sino al punto da farmi dubitare dell’opportunità di proporre una nuova istanza di anticipazione che rischierebbe di fare la fine della precedente.

Mentre resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e documentazione, Vi ringrazio per l’attenzione e Vi invio i miei più cordiali saluti, coi complimenti per la vostra attività editoriale che seguo giornalmente con grande interesse e condivisione.

 

Enzo Palumbo