Il Brasile limita le ‘censure’ social

Il Brasile limita le ‘censure’ social

Voluta da Bolsonaro dopo lo stop a diversi post presidenziali

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Il Brasile limita le ‘censure’ social
Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha firmato una misura provvisoria che modifica l’attuale provvedimento che regola l’utilizzo della rete, il Marco Civil da Internet, stabilendo nuove regole per la moderazione dei contenuti sulle reti sociali. L’approvazione delle norme è arrivata alla vigilia della festa d’indipendenza che si celebra il 7 settembre, in occasione della quale Bolsonaro ha convocato manifestazioni a sostegno del governo. Stando a quanto stabilito dal decreto, l’esclusione, la sospensione o il blocco dei contenuti di un utente dei social network sarà subordinato alla presentazione di una prova di “giusta causa e motivazione” da parte delle società che vogliano eseguirlo.

La modifica implica quindi una limitazione alla possibilità di moderare i contenuti e rischia di escludere l’accertamento della responsabilità per la produzione di disinformazione.

Il progetto di legge era già stato annunciato nei mesi scorsi dal presidente, che in prima persona si è visto bloccare alcuni post sui social media in quanto ritenuti portatori di informazioni false rispetto alle misure di contenimento della pandemia di Covid-19.

Bolsonaro, ad esempio, è un sostenitore dell’utilizzo dell’idrossiclorochina e dell’ivermectina, due farmaci che non sono mai stati approvati come trattamenti per il Covid-19 dalla comunità scientifica.

La misura provvisoria è stata messa a punto dalla segreteria speciale per la Cultura del governo e la sua approvazione è stata difesa come un gesto a favore della libertà di espressione. Secondo il segretario alla Cultura, Mario Frias, la misura garantisce che “il nostro Paese non sia ostaggio della censura di un monopolio”, come si legge in un suo post pubblicato sui social media.

La firma di questa nuova legge arriva in un momento in cui il Supremo Tribunal Federal (Stf) ha in esame un’inchiesta che indaga sull’esistenza di un gruppo criminale attivo sui social per screditare la democrazia.

Ad agosto il Tribunal Superior Eleitoral (Tse) ha inoltre imposto la sospensione dei pagamenti ai produttori di contenuti di 14 canali social messi sotto inchiesta per la diffusione di informazioni false sulle elezioni in Brasile. Alcune delle piattaforme colpite dalla decisione del Tse sono importanti reti di appoggio di Bolsonaro, che ha utilizzato i social come strumento di campagna politica durante le elezioni del 2018 che ne hanno decretato l’elezione.

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