Centrodestra unito con Silvio al Colle?

Centrodestra unito con Silvio al Colle?

Salvini e Meloni stanno lavorando a un progetto segreto, anzi segretissimo per portare Berlusconi al Quirinale

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Centrodestra unito con Silvio al Colle?
Un progetto segreto, anzi segretissimo starebbe correndo dietro le quinte, in questa fine estate. Matteo Salvini e Giorgia Meloni ne avrebbero parlato a lungo, l’incontro del leader leghista ad Arcore lo avrebbe cementato nei giorni scorsi.

E ora si mette mano alla fase attuativa: la riunificazione del centrodestra con una nuova figura di spicco alla guida di Forza Italia nell’ottica di una federazione. I tre partiti non si sciolgono ma si confederano, puntando ad una unica strategia politico-economica e ad una campagna elettorale coesa, da subito dopo le amministrative. Che a macchia di leopardo vedranno vincere i candidati dello schieramento moderato, anche se è pronto un piano B. “Vedete, i tecnici, gli esperti della società civile, non convincono.

Ci vuole una classe dirigente tutta politica, ed eccoci qua”, sarebbe la risposta pronta di Fdi, Lega e Forza Italia all’indomani delle elezioni. Una rilegittimazione interna, che permetta al differenziale tra voti di lista (alti) e consenso per i candidati sindaci (più modesto) di giocare a favore dell’investitura in pompa magna dei campioni totus politicus della destra. Rinvigorita, rafforzata dall’apporto nuovo che le stanno dando radicali, Coraggio Italia, Partito Liberale Europeo, Noi con l’Italia.

Un piano B che non a caso ha l’iniziale di Berlusconi. L’amicizia con Mario Draghi, il cui consulente prediletto rimane Gianni Letta, depone a favore di un ritorno in primo piano per il fondatore dello schieramento, quel Silvio Berlusconi che dal 1994 a oggi, piaccia o meno, ha fatto da ago della bilancia per tutte le geografie politiche, da protagonista, antagonista, eternamente dietro le quinte del mondo liberale, moderato, conservatore che in Italia continua ad avere la maggioranza.

Il ritorno in primo piano sarebbe fissato per gennaio. Il fondatore di Forza Italia rilancerà con il nuovo anno un partito unico, federato, del centrodestra. In Parlamento gode di una maggioranza silente che si è arricchita di numerosi transfughi dell’ex M5S. Solo la Lega di Salvini ne ha arruolati venti al Senato. Alla Camera, dove molti sanno di non tornare da eletti pentastellati, è aperto il Mercante in Fiera. E si arriva a febbraio con l’elezione del Presidente della Repubblica. I grandi elettori non sono solo i Parlamentari, ci sono i presidenti di Regione.

E questi sono 15 per il centrodestra e 5 per il centrosinistra. A dare le carte per il Colle sarà il partitone Fdi-Fi-Lega. Il nome di Berlusconi pesa. È sul piatto. “Glielo fanno credere”, commenta qualcuno.

Qualcosa di più: gli hanno fatto vedere i numeri. Le condizioni di salute appaiono incerte. Ma si disse lo stesso di Pertini, e fu un settennato vulcanico. Si lavora dunque in segreto all’elezione di Berlusconi come tredicesimo inquilino del Quirinale: un risarcimento morale dopo anni di fango giudiziario con decine e decine di procedimenti aperti e una sparuta, discutibile manciata di condanne, di cui nessuna oggi in piedi. A meno che Berlusconi stesso, sentito Gianni Letta e quindi Mario Draghi, non decida di fare un passo di lato. E cedere all’ultimo lo scettro a un delfino che, testa di punta del mondo cattolico, permetta al Quirinale di ancorarsi alla tradizione democristiana e al Paese di aprire una fase di pacificazione tra destra e sinistra. Se anche così fosse, sarebbe chiaro a tutti che la cabina di regìa è quella di Arcore.
Centrodestra unito con Silvio al Colle?

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