Il Referendum sull’eutanasia legale si terrà

Il Referendum sull’eutanasia legale si terrà

Raggiunto il quorum malgrado il silenzio di politica e tv. Parla Cappato

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Il Referendum sull’eutanasia legale si terrà
Il referendum Eutanasia legale sarà messo al voto. Per chiederlo si sono fatti avanti già oltre 500mila italiani. Ed è stata così raggiunta e superata ieri la soglia per chiedere il via libera per istituire il voto.

Ne parla con noi Marco Cappato: “Abbiamo raccolto oltre 500.000 firme, dopodiché bisogna andare avanti. Perché sappiamo di dover tenere gli occhi aperti: parte delle firme possono essere rifiutate o annullate, dunque la campagna va avanti. Abbiamo tempo tutto settembre per raccoglierne molte di più. Speravamo di farcela ed è per questo che abbiamo avviato il deposito dei quesiti. Che si fosse poi avuta una risposta così forte, questo va oltre le nostre aspettative”. La mobilitazione è stata per lo più spontanea, ed ha avuto anche un esito imprevisto che dà il via a un precedente importante: l’emendamento Magi ha messo in minoranza il Governo e creato le premesse per la firma digitale, tramite Spid, dei singoli quesiti. 

«Da un anno e mezzo qualsiasi forma di partecipazione democratica è di fatto sospesa. Le nuove tecnologie sono state utilizzate per tutto, dalla didattica a distanza alla telemedicina. Nessuno sembrava curarsi dell’esigenza della democrazia, e finalmente sull’emendamento Magi vengono messe in campo le tecnologie già esistenti». Un risultato che torna utile già per i quesiti sulla Giustizia Giusta, tanto per cominciare.

Ma come si spiega Cappato questa partecipazione così importante, al netto dell’attenzione dei partiti e dei media? «Questo successo arriva senza che nessuno dei capi dei partiti abbia mai dato una indicazione ai propri elettori. Mai nessuno nei salotti televisivi se ne è occupato. La gente quando vede Eutanasia legale, riconosce il problema. Rivive situazioni famigliari o comunque conosciute, sa di cosa si sta parlando».

E adesso, l’impegnò prosegue. Anche nei giorni di Ferragosto. «Noi andiamo avanti. La raccolta prosegue nei Comuni e nei tavoli ovunque, nelle città e nelle spiagge. Abbiamo l’obiettivo di raggiungere i 750.000 sottoscrittori, e ora siamo più vicini a farcela. Per ora stiamo con i piedi per terra, che a festeggiare penseremo poi». Il Parlamento prova da 37 anni a discutere una legge: se ne occupò il socialista Loris Fortuna ormai quattro decenni fa, senza successo. 

La notizia delle firme è bastata a scatenare la reazione del Vaticano. “La mia preoccupazione è davvero profonda perché si sta man mano incuneando nella sensibilità della maggioranza una concezione vitalistica della vita. C’è la tentazione di una nuova forma di eugenetica: chi non nasce sano, non deve nascere. E insieme con questo c’è una nuova concezione salutistica per la quale chi è nato e non è sano, deve morire. È l’eutanasia.

Questa è una pericolosa insinuazione che avvelena la cultura”, dice a Vatican News monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Immediata la risposta di Cappato: “Mons. Paglia non pare dare alcun valore al diritto fondamentale alla libertà e responsabilità individuale, riconosciuto anche dalla Consulta”. “Solo operando tale grave rimozione si può arrivare ad equivocare come ‘salutismo’, ‘eugenetica’, o ‘ dover morire’ il sacrosanto diritto a rifiutare l’imposizione di scelte altrui sul proprio corpo e sulla propria vita.

Con l’affermazione del referendum nessuno sarà obbligato a scegliere l’eutanasia, e anzi sarà possibile prevenire ciò che accade ora: l’eutanasia clandestina, fatta di solitudine e disperazione e praticata nelle condizioni più terribili, anche per responsabilità della criminalizzazione voluta da una legge del 1930 e sostenuta dal Vaticano”.
Il Referendum sull’eutanasia legale si terrà

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