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Andiamo al voto per una svolta davvero liberale. L’appello di Patamia (Pel)

Parla il Presidente del Partito Europei e Liberali: “Pensare ai danni fatti al Paese da coloro che si sono definiti liberali a sproposito sarà un lavoro davvero difficile”

Andiamo a votare per lasciare che decidano gli italiani e non lobbies o trust, nella consapevolezza che all’Italia su nucleare e riforme serve una chiara impronta liberale. Così Francesco Patamia, Presidente del Partito Europei e Liberali, si inserisce nel dibattito sulla possibile crisi di governo.

No al nucleare e gas naturale di Pd e M5s in Europa: che danno fanno al sistema Italia queste posizioni conservatrici?

Le posizioni di PD e 5 Stelle non sono conservatrici. I conservatori sono ben altra cosa e non sono certo contro il progresso. Queste sono posizioni preconcette di pseudo ambientalisti che ignorano i risultati raggiunti dalla tecnologia.

I veti ideologici, ieri dei verdi, e oggi del cosiddetto campo largo, come possono essere sconfitti?

Campo largo, campo stretto campo lungo nomi inventati da chi si improvvisa in politica. La politica ha solo due teorie, quella socialista e quella liberale ma bisognerebbe studiarle ed essere coerenti non ignoranti ed opportunisti.

Non è un controsenso, visto che Pd e M5s in Europa sono favorevoli all’esclusione di finanziamenti per il gas dalla UE, mentre in Italia lo sostengono?

Cinque stelle e PD più che impostare controsensi sono non sensi. Gli uni nati per constatare gli altri e i secondi senza dignità e senza onore accomunati da opportunismo ed incoerenza

Perché i tassisti sono contro le liberalizzazioni?

Forse sarebbe meglio chiederlo ai tassisti.

Ius scholae e cannabis sono davvero le priorità in un paese zavorrato da tasse e burocrazia?

I due temi appartengono a categorie ben diverse: accomunarli è cercare di contrabbandare l’immigrazione illegale come un diritto civile.

Perché al paese serve una proposta davvero liberale? E come voi del Pel intendete costruirla?

Il Paese ha innanzitutto bisogno di andare alle urne ed essere governato da chi ha scelto, non da emissari di trust e lobbies. L’Italia ha già avuto una guida liberale, quella che l’ha portata dal dopoguerra al miracolo economico. Certo, pensare ai danni fatti al Paese da coloro che si sono definiti liberali a sproposito sarà un lavoro davvero difficile.

@L_Argomento

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