Amazon in sciopero. Hanno ragione? Nostro sondaggio

Amazon in sciopero. Hanno ragione? Nostro sondaggio

Fermi i depositi e i vettori in tutta Italia per 24 Ore. Adesioni altissime. La necessità di un passo avanti su regole e diritti

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Amazon in sciopero. Hanno ragione? Nostro sondaggio 
Probabilmente era stato sottostimato dai vertici, lo sciopero che oggi sta bloccando Amazon, fermo 24 ore per lo sciopero degli addetti degli hub e di quelli alle consegne, i driver, circa 30-40mila in tutta Italia.

Si tratta di fatto del primo stop in Italia di tutta la filiera, e i dipendenti che dalle 7 incrociano le braccia davanti ai cancelli degli stabilimenti del colosso del commercio elettronico, chiedono la solidarietà dei consumatori invitandoli a evitare acquisti per l’intera giornata.

Lo sciopero è indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, e Uiltrasporti riguarda tutto il personale dipendente di Amazon Logistica Italia cui è applicato il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, Amazon Transport Italia e di tutte le società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci che operano per Amazon Logistica ed Amazon Transport.

La mobilitazione è stata annunciata dieci giorni fa perché, hanno spiegato i sindacati, la trattativa tra Filt Cgl, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, “si è interrotta bruscamente a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato”.”L’adesione allo sciopero è variegata, ma siamo intorno al 70-75%”, ha detto a Rai News24 parlando dell’agitazione nazionale dei lavoratori di Amazon il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio.

L’azienda risponde e interloquisce con sindacati e dipendenti: “L’impegno verso i nostri dipendenti e quelli dei fornitori di servizi di consegna è la nostra priorità assoluta”.

È il messaggio contenuto in una lettera della country manager di Amazon.it e Amazon.es, Mariangela Marseglia, rivolta ai clienti della piattaforma di commercio elettronico in merito allo sciopero nazionale di oggi. “In Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini – esordisce la dirigente -.

L’emergenza sanitaria tutt’ora in corso ha avuto un grande impatto sulla vita di tutti noi. Prendiamo molto sul serio il nostro compito di continuare a fornirvi un servizio utile, così come quello di proteggere la salute e la sicurezza di tutto il nostro personale, permettendovi di acquistare e ricevere i prodotti di cui avete bisogno restando a casa il più possibile. Il nostro impegno nei confronti dei nostri dipendenti non si ferma.

Continueremo ad assicurarci che tutto il nostro personale sia adeguatamente protetto, monitoriamo i cambiamenti e aggiorniamo costantemente le misure preventive giorno per giorno. Offriamo test gratuiti e supporteremo in tutti i modi il piano di vaccinazione, appena sarà possibile, per far sì che ogni persona che frequenti i nostri siti venga adeguatamente assistita”.

È il momento in cui mercato e diritti devono intrecciarsi per dare anche alla filiera della delivery una organizzazione della tempistica che rispetti tutti, senza mandare in stress il fattore umano. Qualche assunzione in più, qualche tempistica di consegna meno rigida, più tempo per un sano momento di stacco per chi è spesso alla guida sono probabilmente condizioni accettabili per il management di quella che è diventata l’azienda più liquida al mondo.

Di cui siamo tutti clienti. Se ci dicessero che qualche volta le consegne avvengono in 36/48 ore, piuttosto che entro le 12/24 garantite dal sistema Prime, non morirebbe nessuno.


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