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Internazionale

Altro che negoziatore in Ucraina, le purghe di Erdogan hanno più rischi che benefici

Erdogan: L’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato sarebbe un “errore” come quello dell’ingresso della Grecia nell’Alleanza Atlantica.
Una conferma di quanto è pericoloso fidarsi del Sultano di Ankara.

RECEP TAYYIP ERDOGAN
Tempo di lettura stimato 2 minuti

Non è un’iperbole definirle purghe erdoganiane. Prosegue in Turchia la crociata del presidente contro i suoi oppositori. Dopo il caso del filantropo Osman Kavala, accusato di aver fomentato le proteste di Gezi Park, oggi è la volta di Canan Kaftantsioglou, la 50enne progressista che potrebbe sfidare Erdogan alle politiche del prossimo anno. E’stata condannata a 4 anni e mezzo di reclusione. Appunti per chi si illude che Erdogan possa mediare tra Russia e Occidente.

Kamala turca

Oggi è stata condannata a 4 anni e mezzo di carcere Canan Kaftantsioglou “architetto” della vittoriosa campagna elettorale del sindaco di Istanbuld Ekrem Imamoglu, per “insulto al capo dello Stato”. Si tratta di una donna aperta e progressista che potrebbe sfidare Erdogan alle presidenziali del 2023. Ma il sultano così la vuol mettere fuori gioco. Canan Kaftantsioglou è di fatto la ‘Kamala turca’ che si contrappone al Presidente e al suo potere. Medico 50enne, ha deciso di sfidare l’islam nazionalista tramite un approccio liberale, arrivando anche a contestare il fondatore della patria, Kemal Ataturk.

Alla signora non manca certo il coraggio: ha ricevuto centinaia di minacce da sessisti, nazionalisti, fanatici religiosi ma non ha mai pensato di abbandonare l’agone politico, anzi, ha preso la guida del Partito Popolare Repubblicano (Chp) a Istanbul. Il suo lavoro sotterraneo ha permesso la vittoria a Istanbul nel 2019, dopo 25 anni di strapotere erdoganiano.

Nato

L’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato sarebbe un “errore” come quello dell’ingresso della Grecia nell’Alleanza Atlantica: queste le parole di Erdogan, che confermano la sua inaffidabilità come mediatore tra Mosca e Kiev, visto che ha notevoli intrecci economici con il Cremlino.

Crociata

Lo scorso 20 marzo era stato chiesto l’ergastolo e altri 35 anni di reclusione per l’analista Metin Gürcan, ex membro dell’esercito turco e uno dei co-fondatori del Partito Deva guidato da Ali Babacan. L’accusa nei suoi confronti era di spionaggio. Fu arrestato il 26 novembre, poco dopo le sue critiche a un accordo tra Ankara ed Emirati. In quei giorni circolava la vulgata di un possibile coinvolgimento della vendita di Aselsan, uno dei principali azionisti delle forze armate turche, agli Emirati Arabi Uniti. Il governo aveva sempre negato la cosa.

Erdogan

“Erdogan sta intensificando la repressione mentre perde terreno a causa della crescente pressione economica sul Paese”, ha scritto su Twitter Seren Selvin Korkmaz, direttore generale del think tank IstanPol.

Meno di un mese fa, un tribunale turco ha condannato all’ergastolo l’imprenditore e filantropo turco Osman Kavala con l’accusa di complotto per rovesciare il governo. Sette dei suoi co-imputati (avvocati, architetti, documentaristi e altri) sono stati condannati a 18 anni di carcere per averlo sostenuto, anche se insistono sul fatto che non hanno nulla a che fare con lui.

@L_Argomento

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