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Internazionale

Altro che caro bolletta o covid, la Cina spende tutto per la difesa

Non c’è solo la Germania ad aver investito massicciamente su mezzi e uomini. Pechino, nonostante la crisi pandemica non smette di riempire il proprio bilancio. Ma fino a quando?

Tempo di lettura stimato 2 minuti

La spesa militare cinese alla fine del 2022 sarà aumentata del 7,1%. Numeri pesanti, che seguono quelli già significativi fatti registrare nell’ultimo biennio quando ha investito il 6,6% nel 2020 e il 6,8% nel 2021. Attenzione, questi dati acquistano ancora più rilevanza se rapportati allo stop che il covid ha imposto alle economie di tutto il mondo: significa che, nonostante la recessione e la crisi pandemica, Pechino non ha fatto mezzo passo indietro nella sua ultra-militarizzazione.

Forze armate mon amour

Il rafforzamento delle forze armate cinesi è direttamente proporzionale alla Via della Seta, il maggiore progetto immaginato nell’ultimo ventennio per attuare una globalizzazione che permetta alla Cina di penetrare praticamente ovunque. Nei fatti la Belt and Road Initiative è la madre delle iniziative politiche del presidente cinese Xi Jinping a cui i paesi partner guardano con timore e rispetto anche per via della sicurezza necessaria garantita dalla Cina. In occasione dell’ultima Assemblea nazionale del popolo, i massimi dirigenti del partito comunista cinese hanno annunciato di voler migliorare l’addestramento militare e la prontezza al combattimento.

Proclami di guerra?

Dall’Assemblea del popolo cinese sono partiti strali che assomigliano a vere dichiarazioni pre-belliche. Si è parlato della volontà cinese di salvaguardare sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo, per questa ragione verranno potenziate anche le catene di approvvigionamento di armi e attrezzature. Tale iper sviluppo della difesa nazionale e delle forze armate mette in allarme non solo i “vicini di casa” della Cina, come l’Australia, ma praticamente tutto il mondo occidentale, a maggior ragione alla luce della guerra in Ucraina.

Reazioni

Le reazioni sono allineate alla mossa cinese, anche se oggettivamente inferiori. Berlino è protagonista di una inversione a U con la decisione di stravolgere la Bundeswehr, che è stata volutamente depotenziata dalla seconda guerra mondiale in poi. L’esercito tedesco muterà pelle: al posto dei Tornado ecco gli F-35 americani, ma al contempo non si fermerà lo sviluppo dell‘Eurofighter e arriveranno nuovi elicotteri Chinook e nuovi carri armati made in Germany.

E poi: Taiwan sta investendo in difesa 16,8 miliardi di dollari, il Giappone 47 miliardi e la Germania come detto ben 100 miliardi. Comunque niente, in confronto ai 230 miliardi messi a bilancio da Xi Jinping.

@L_Argomento

(Foto: J20 on Flickr)

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