Albertini ha deciso di votare per il Partito Liberale Europeo ricordando il suo primo voto liberale

Albertini ha deciso di votare per il Partito Liberale Europeo ricordando il suo primo voto liberale

Il Foglio dà la notizia. L’ex sindaco di Milano farà 300 chilometri a andare e 300 per tornare da Merano, dove abita, pur di votare per il Partito Liberale Europeo

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Albertini vota PLE, il Foglio dà la notizia
Gabriele Albertini scrive al direttore del Foglio, Cerasa. “Caro Cerasa, la scorsa settimana ha scritto che ho deciso di non votare per le amministrative a Milano. In realtà, come lei correttamente ha riportato, avevo dei dubbi, che però non erano ancora delle certezze. Ho deciso, a questo proposito, di tornare a Milano il 3 mattina, dove voterò, e poi farò ritorno a Merano, dove mi trovo ora.

Sono 300 chilometri all’andata e 300 chilometri al ritorno. Ma non posso esimermi dall’esercitare un diritto/dovere che, in passato anche nel nostro, ed anche ora, in molti stati del mondo, non è riconosciuto.

É un dovere da rispettare e da far rispettare” A seguito dell’sms, chiediamo ad Albertini, che mesi fa il centrodestra avrebbe voluto come suo candidato sindaco, per chi voterà. L’ex sindaco ci pensa e ci risponde così. “Voterò per una lista, che non so se raggiungerà il 3 per cento, e voterò per quella lista rievocando il mio primo voto politico, quello nel 1971 mi portò a votare per il Pli”. Dunque cosa, chiediamo ancora? “Voterò per il Ple ed esprimerò due preferenze per due amici di gioventù: Laura Wildermuth e Flavio Ramella”. Con voto disgiunto? “Niente voto disgiunto.

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Mi ero già dichiarato disponibile, dopo aver rinunciato alla candidatura a sindaco, in un patto con Salvini, ad accompagnare in campagna elettorale e in caso di vittoria, anche dopo, come vicesindaco, il candidato che avessero scelto, eccetto Lupi che, tuttavia, avevo consigliato di candidare, come più noto di altri civici nei sondaggi. Io stesso avevo suggerito, come civico/politico, Di Montigny, Farinet, Bernardo… Alla riunione decisiva, Lupi, giustamente risentito per l’epiteto che gli avevano riferito avergli indirizzato di ‘chierichetto affarista’, pose il veto sul binomio Bernardo/Albertini-sindaco/vicesindaco e non se ne fece niente.

Da allora, sono spettatore in campagna elettorale, nonostante gli inviti a fare il capolista di tre liste su sei a favore di Bernardo. Ma non mi contraddico tanto da non votare il candidato, che avevo già dichiarato di sostenere”. Gabriele Albertini ha incontrato nei giorni scorsi i vertici del Ple, il segretario nazionale Marco Montecchi e il presidente, Francesco Patamia.Alb

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