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Al via partita vertici Rai, governo apre dossier

Salvini, Ad interno non di sinistra. Pd per forte discontinuità

Al via partita vertici Rai, governo apre dossier

Al via partita vertici Rai, governo apre dossier
Discontinuità. È la parola che si fa largo in maggioranza, nelle ore della bufera sul “concertone” del primo maggio.

M5s e Pd tornano a invocare una riforma della Rai, ma è la partita delle nomine il primo atto, su cui gia’ si concentrano le attenzioni dei partiti. Il dossier è sul tavolo del governo: il 30 aprile è scaduta la presentazione delle candidature per il consiglio d’amministrazione della tv pubblica.

Nella seconda metà di maggio, al piu’ tardi all’inizio di giugno, è attesa poi l’indicazione, da parte del Tesoro, dei nomi dell’amministratore delegato e del presidente, che dovrà essere votato a maggioranza di due terzi dalla Commissione parlamentare di vigilanza. Il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco hanno dunque ancora qualche settimana per fare le loro scelte.

È stata incaricata una societa’ di cacciatori di teste per individuare i profili piu’ idonei, tra cui restringere la scelta. Ma negli ambienti parlamentari e della maggioranza gia’ iniziano a circolare nomi e ipotesi. È in questo dibattito, tutto sottotraccia, che si inserisce Matteo Salvini: si scaglia contro la “sinistra lottizzatrice” e chiede un ad “interno e meritevole, senza tessere, parentele o amicizie importanti e sponsor di sinistra”.

Altri toni sceglie invece il Nazareno, che sottolinea l’esigenza di una “fortissima discontinuità” nella governance e nella gestione delle nomine. “Il Pd – dicono dal Nazareno – dimostrerà di essere diverso nelle azioni perché’ a parole sono decenni che tutti dicono che i partiti devono stare fuori dalla Rai salvo poi occuparla”.

Come possibile Ad si cita in queste ore con insistenza, tra i profili interni all’azienda, il nome del responsabile dei palinsesti Marcello Ciannamea (piacerebbe alla Lega) o in alternativa quello di Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema. Tra gli esterni circolano, nei rumors parlamentari, i nomi di Eleonora Ripa, di OpenFiber, Laura Cioli, gia’ in Rcs, o Eleonora (Tinny) Andreatta, considerata vicina al Pd ma poco gradita al centrodestra, con in piu’ l’ostacolo della clausola di non concorrenza a frenare il ritorno in Rai da Nextflix.

Quanto alla figura del presidente, il nome dovrà trovare il consenso di una larga maggioranza in commissione di vigilanza, ed è anche sotto questa luce che si valutano i nomi. Si fanno quelli dei giornalisti Ferruccio De Bortoli, gia’ ‘quotato’ nei mesi scorsi come possibile sottosegretario all’Editoria, e Paola Severini Melograni, ma anche quelli dell’ex dg Mauro Masi e dell’economista Alberto Quadro Curzio.

Un tema sarà l’equilibrio di genere tra le nomine. Anche tra i quattro esponenti di nomina parlamentare, cui si sommerà il rappresentante dei sindacati interni (dovrebbe essere confermato Riccardo Laganà). Il ‘Cencelli’ prevedrebbe un rappresentante del Pd, uno del M5s, uno della Lega e uno di Fdi o di Fi. Su quest’ultima casella pesano gli equilibri interni al centrodestra, con le scorie delle tensioni sulla presidenza del Copasir.

Gli azzurri preferirebbero incidere sulla scelta del nome del presidente, piuttosto che indicare un consigliere, la Lega potrebbe puntare ancora su Igor De Biasio e Fdi su Giampaolo Rossi, ma la partita tra gli alleati è aperta.
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