Aizzati da Scanzi e Conte minacciano Renzi

Aizzati da Scanzi e Conte minacciano Renzi

“Sparate a Matteo Renzi”, gridano i militanti del Movimento. Ieri sera anche Conte ha dovuto condannare l’accaduto

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Aizzati da Scanzi e Conte minacciano Renzi
Opinionisti gentili di sera, aizzatori violenti di giorno. A Montevarchi la folla viene spronata da Andrea Scanzi, odiatore anti-renziano patentato, e da Giuseppe Conte che quando sente gli insulti e le minacce all’indirizzo di Matteo Renzi sorride e si compiace.

Tutto succede mercoledì pomeriggio a Montevarchi (Arezzo), mentre Conte sciorina le sue ricostruzioni su quello che ama definire “conticidio”. È a quel punto che qualcuno grida le parole “Fatelo fuori” e “Sparategli” quando nel corso del suo intervento il presidente del M5s ha nominato Matteo Renzi. Il comizio, stando a quanto riferito dalla questura di Arezzo, è andato avanti tuttavia senza alcun problema.

Ma poi l’episodio è rimbalzato dopo un post della parlamentare Raffaella Paita e il video pubblicato dall’ex ministro Teresa Bellanova che denunciano l’accaduto. Da parte del M5S, un imbarazzato silenzio e nessun commento. Perché “la cura delle parole” predicata solo il giorno prima in una delle tante tribune offerte da La7, non vale quando si parla dell’odiato nemico.

Lo dice finalmente anche la politica. Simona Bonafé, segretaria del Pd toscano, prende le distanze da Conte ed esprime solidarietà con il leader di Italia Viva. Ma c’è un caso che riguarda nello specifico Scanzi, che gode di privilegi (ospitate) e di emolumenti Rai (i nostri soldi) del tutto privi di riscontro.

“Il caso Scanzi necessita di risposte immediate dalla Rai. Dopo la sollevazione quasi unanime delle forze politiche a seguito di quanto accaduto a Montevarchi, il presidente della commissione di Vigilanza Barachini convochi subito un ufficio di presidenza, anche in collegamento da remoto, per chiedere alla Rai rapidi chiarimenti in merito al rapporto con il giornalista del ‘Fatto quotidiano’. Oppure si muova in autonomia nei confronti dei vertici dell’azienda, visto che sono già intervenuti Italia Viva, Pd, Lega, Forza Italia.

Sarebbe davvero grave se martedì sera Scanzi tornasse in onda a Cartabianca, come se nulla fosse, come presunto opinionista indipendente, per di più a pagamento”. Lo scrive in una nota il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Siamo – prosegue Anzaldi – in piena campagna elettorale, tra meno di 20 giorni si vota, non possiamo attendere che la Rai risponda tra due settimane alle nostre interrogazioni, quando la Par Condicio sarà stata ormai irreparabilmente violata.

Scanzi presentandosi a fare da spalla al comizio elettorale di Conte e M5s, dove sono state addirittura indirizzate minacce di morte all’ex presidente del Consiglio Renzi, ha certificato la sua incompatibilità ad essere retribuito dalla Rai come opinionista indipendente, a maggior ragione in piena campagna elettorale”. E interviene anche la deputata di Iv, Anna Fregolent: “Casalino lo voleva asfaltare. Ora gli vogliono sparare.

Bello il nuovo corso gentile dei grillini a guida Conte. La cura delle parole per ora non pare funzionare granche’. Si sente solo il silenzio rumoroso dell’ex premier. Brutta storia”. A tarda sera hanno consigliato a Conte di tornare sui suoi passi e di prendere le distanze dall’accaduto.
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