A Torino il M5S è già scomparso

A Torino il M5S è già scomparso

Sfida tra centrodestra e centrosinistra anche sotto la Mole: i Cinque stelle si sono dissolti

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A Torino il M5S è già scomparso
Come da pronostici, il Movimento 5Stelle, grande sorpresa delle comunali del 2016, crolla nel gradimento a Torino e apre la strada al ballottaggio fra il candidato di centrosinistra Stefano Lo Russo e il civico appoggiato dal centrodestra Paolo Damilano.

La candidata pentastellata Valentina Sganga paga, probabilmente, i cinque anni di amministrazione Appendino e, a metà sezioni scrutinate, si ferma sotto il 10%, non riuscendo ad arrivare al secondo turno. Nessuno sfonda la soglia del 51%, come previsto. Ad essere avanti al primo turno è Lo Russo, al 43%, mentre l’avversario Damilano si ferma intorno al 39%.

Ma se gli elettori del centrosinistra premiano il Partito Democratico, rendendolo il primo con il 28% dei voti, seguito dalla Lista Civica Lo Russo Sindaco e dai Moderati, è diversa la situazione per l’avversario. La prima lista è la civica Torino Bellissima, con l’11%, seguita da Fratelli d’Italia e Lega appaiate al 10%. A ‘trionfare’ a Torino, però, è l’astensione con l’affluenza al 48,06%: la più bassa di sempre, nel 2016 al primo turno fu di 57,18%.

Festeggia il risultato Lo Russo, ma si prepara alla nuova sfida: “Si è conclusa la prima partita, da stasera ne inizia una seconda. Non è un secondo tempo ma è una seconda partita. L’avversario da battere adesso è Paolo Damilano, la destra di Salvini e Meloni, ed è su questo che caratterizzeremo i prossimi 15 giorni”. Un risultato “incoraggiante”, spiega dal suo comitato, “che è stato possibile grazie alla grande compattezza che ha dimostrato la coalizione di centrosinistra”. Nessuna apertura, però, al Movimento 5 Stelle al ballottaggio.

Lo Russo rimane sulla posizione degli ultimi mesi: “Apparentamenti no. L’abbiamo detto fin dal primo turno. Non ci sono esigenze, ma soprattutto noi amiamo la coerenza. In politica credo sia molto importante”. “Sarà poi l’elettore – aggiunge -, valutando il programma mio e di Damilano, a decidere se quel giorno andare a votare e per chi. Crediamo che sotto il profilo dei diritti, dell’ambiente e della lotta alle diseguaglianze ci siano punti di contatto con elettori che non ci hanno votati al primo turno e potranno farlo al secondo”.

E anche il M5S di Valentina Sganga non sembra essere aperto all’idea di ‘regalare’ i suoi voti all’avversario. “Un 10% di voti è determinante, checché ne dicano gli altri candidati. Noi non faremo niente al ballottaggio. Invito le persone ad andare a votare ma ci collocheremo orgogliosamente all’opposizione e difenderemo quelli che sono i nostri temi che abbiamo portato avanti in questi anni”, spiega Sganga, aggiungendo: “Nessuna indicazione di voto per ora e mai. Ci collochiamo all’opposizione”.

Festeggia l’outsider Damilano, che esprime “grande soddisfazione, è un risultato storico. Costringiamo la sinistra al ballottaggio con una proposta che riteniamo credibile”. Non resta che attendere due settimane per capire dove si orienteranno i voti al ballottaggio il 17 e 18 ottobre.
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