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Politica

Idee e pensieri del prof. Orsini, che studia da capogrillino

Alessandro Orsini Cartabianca
Tempo di lettura stimato 2 minuti

Il prof. Alessandro Orsini, da due mesi ormai, è diventato la “voce delle voci” anti Nato e anti atlantiche di tutti quanti ritengono l’Occidente il vero responsabile della guerra scatenata da Vladimir Putin in Ucraina. E dopo la bagarre in merito al suo compenso per partecipare al programma Cartabianca di Rai3, è stato sempre in continua escalation.

Esuberante performer

Il sociologo, professore della Luiss, ama scatenare polemiche ad ogni uscita televisiva, da quando è scoppiata la guerra tra Russia ed Ucraina. Sceglie di utilizzare esperienze personali (vere o presunte) per dare giustificazione alle proprie tesi. In perfetto stile talk show, quello che il prof. Orsini sembra fare è dare risposte semplici a domande complesse (“Draghi deve dire che non darà più armi a Zelensky”), semplificando la complessità dei fatti. La necessità primaria è quella di contrastare il cosiddetto pensiero dominante, ma il risultato sembra essere quello di scatenare più la polemica che non la dialettica.

Esternazioni 

Riportiamo alcuni di quelli che lo stesso Orsini definisce modelli interpretativi alternativi, di cui il dibattito in Italia a suo avviso necessita. Nel frattempo, sta preparando anche uno spettacolo teatrale dal titolo “Ucraina tutto quello che non ci dicono”. Rumors giornalistici lo danno anche in corsa per una candidatura nel Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni politiche.

2 aprile, durante l’incontro a Roma della “Commissione Dubbio e Precauzione”, di cui fanno parte i filosofi Giorgio Agamben e Massimo Cacciari, il giurista Ugo Mattei ed il massmediologo Carlo Freccero, afferma: “Non sono una vittima, sono un guerriero della cultura e continuerò a parlare tutti i giorni.” L’aspirazione di Orsini è quella di “creare una comunità politica che discuta di qualsiasi argomento liberamente, senza violenze e minacce, che non si faccia corrompere da offerte economiche, cogliendo le opportunità strategiche che la guerra in Ucraina offre al nostro Paese: voglio creare un Paese più libero”.

5 aprile, durante la trasmissione Cartabianca: “Preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che muoiano sotto le bombe in una democrazia” e specifica: ”Per quanto sia innamorato della civiltà liberale e abbia sempre promosso i valori del liberalismo per me la vita umana, la vita dei bambini, è più importante della democrazia e della libertà, anche perché un bambino anche in una dittatura può essere felice, perché un bambino può vivere dell’amore della famiglia”. “Dopo avere fatto strage di bambini, Putin potrà attribuire l’uccisione dei civili al blocco occidentale, affermando che i suoi soldati non riescono più a distinguere le caserme dai teatri, perché i combattenti sono dappertutto.”

19 aprile, sempre durante Cartabianca afferma: “L’Italia fino al 1945 non è stata mai una democrazia liberale e mio nonno ha avuto un’infanzia felice.” A proposito delle donne di Mariupol racconta “Sono in contatto con loro, mi dicono: ‘Stanno ammazzando i nostri figli, la prego professore, parli in televisione, perché voi italiani siete tutti impazziti, pensate solo a inviare armi e non fate nessuna iniziativa seria in favore della pace’.” Nel prosieguo della trasmissione afferma anche: “Celebriamo gli intellettuali che vanno in carcere perché si schierano contro Putin, hanno il coraggio di farlo, però se in Italia un intellettuale lo fa contro il governo Draghi deve essere attaccato.”. E conclude ammonendo: Oggi in Ucraina Putin è il Padre Eterno, perché ha diritto di vita e di morte sulla popolazione ucraina“.

@L_Argomento

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