Furti in casa: orari e mesi più a rischio secondo il rapporto Verisure 2026
Dicembre supera luglio e agosto, mentre il 45,8% degli allarmi scatta di notte: i dati Verisure 2026, i loro limiti e le precauzioni prima di partire.
Non è l’estate a registrare la quota più alta di allarmi: nei dati Verisure, dicembre supera luglio e agosto. E la notte pesa per quasi la metà delle segnalazioni analizzate. Sono i due elementi principali dell’Agenda du cambrioleur 2026, che fotografa la distribuzione degli allarmi per intrusione o tentata intrusione gestiti nell’anno precedente.
Per leggere correttamente questi risultati, però, serve una distinzione: il rapporto riguarda gli eventi rilevati nel portafoglio Verisure, non tutti i furti avvenuti in Francia. Inoltre, pur riportando il 2026 nel titolo, prende in esame dati del 2025.
Che cosa misura davvero il rapporto
L’analisi si basa su 6.300 attivazioni di allarme trattate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. Comprende sia le intrusioni sia i tentativi: le percentuali descrivono quindi la distribuzione di questi eventi, senza coincidere necessariamente con quella dei furti portati a termine.
I risultati sono presentati in un contenuto sponsorizzato dedicato alla sicurezza domestica. Il quadro nazionale citato è invece quello del rapporto SSMSI “Insécurité et délinquance en 2025”, edizione 2026: in Francia sono stati registrati quasi 212.000 furti in abitazione nel 2025. Il fenomeno interessa anche gli appartamenti.
Si tratta dunque di due riferimenti diversi: da una parte le statistiche nazionali, dall’altra un insieme di segnalazioni interne all’azienda. Le quote relative a mesi e fasce della giornata appartengono al secondo gruppo.
Dicembre davanti ai mesi delle vacanze estive
Nel campione Verisure, dicembre concentra il 10,3% delle attivazioni. Luglio e agosto si fermano entrambi all’8,9%. Il mese delle feste di fine anno risulta quindi più rappresentato rispetto a ciascuno dei due mesi estivi.
Il rapporto associa questi periodi alle partenze e alle assenze da casa: le festività a dicembre, le vacanze prolungate in estate. L’attenzione alla protezione dell’abitazione, però, non riguarda soltanto chi si allontana per molti giorni. Anche un’assenza di poche ore viene indicata come una situazione da considerare.
Alexandre Lack, direttore Marca e Pubblicità di Verisure, richiama proprio questo aspetto: le precauzioni vanno adottate durante vacanze e spostamenti, indipendentemente dalla durata dell’assenza, abbinando semplici accorgimenti a una soluzione di sicurezza adatta.
Prima di partire: controlli e segnali di assenza
La preparazione comincia dalle chiusure: verificare porte e finestre, controllare che le apparecchiature di sicurezza funzionino e attivare l’allarme prima di uscire sono le indicazioni riportate. Sono controlli da effettuare prima di lasciare l’abitazione, non quando si è già in viaggio.
Un altro punto riguarda le informazioni rese pubbliche. Il consiglio è di non annunciare sui social la propria assenza, evitando di comunicare la partenza in tempo reale. Se necessario, si può chiedere a una persona vicina di ritirare la posta, limitando così i segnali di un’abitazione temporaneamente vuota.
In Francia è disponibile anche l’Opération Tranquillité Vacances, proposta dalle forze dell’ordine. Consente di segnalare un periodo di assenza affinché possano essere effettuate pattuglie, dove questo servizio è previsto localmente.
La notte conta per il 45,8%, ma non ci sono orari precisi
Sul piano delle fasce della giornata, il dato centrale è il 45,8% di attivazioni avvenute di notte. È una quota vicina alla metà, ma non rappresenta la maggioranza degli eventi. Le altre segnalazioni si distribuiscono tra giorno e sera.
I dati forniti non individuano un intervallo orario preciso né una singola ora di picco. Non permettono quindi di stabilire, per esempio, a che ora della notte si registrino più intrusioni.
Il problema pratico evidenziato riguarda la gestione dell’avviso: una notifica può arrivare mentre gli occupanti dormono e restare senza risposta. La stessa difficoltà può presentarsi durante un viaggio o una serata, quando il telefono è in modalità aereo oppure fuori copertura.
Ricevere una notifica non equivale a gestire l’allarme
La telesorveglianza aggiunge alla segnalazione una verifica da parte di operatori disponibili 24 ore su 24. Gli agenti ricevono l’avviso, valutano l’evento e seguono il protocollo previsto, fino ad avvertire le forze dell’ordine se l’intrusione viene confermata.
Verisure indica tre centri operativi in Francia, ad Antony, Angers e Villeneuve-d’Ascq, che gestiscono mediamente 25.000 segnali urgenti al mese. L’app My Verisure permette invece di controllare a distanza che la protezione sia attiva: affianca il servizio di telesorveglianza, senza sostituirlo.
Va precisato anche il significato del tempo medio di presa in carico di 10 secondi dichiarato dall’azienda. La statistica interna, misurata nel 2025 dalla ricezione del segnale in centrale, riguarda i segnali di livello 1: rilevazione di fumo, panico, SOS e codice sotto costrizione. Non è un tempo medio riferito genericamente agli allarmi per intrusione.

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