Sardegna, speleologo estratto vivo dopo oltre 26 ore nella grotta di Gorropeddu
Quando Luca Olmetto è tornato in superficie, poco prima delle 18, era ferito ma vivo e cosciente. Il trentunenne di Codrongianos, nel Sassarese, ha trascorso oltre 26 ore intrappolato a circa dieci metri di profondità nella grotta di Gorropeddu, nella Sardegna centro-orientale.
A bloccarlo è stata una frana che ha ostruito la cavità con detriti e massi instabili. Per raggiungerlo, un centinaio di soccorritori ha lavorato senza sosta, avanzando lentamente in un ambiente stretto e a rischio di nuovi cedimenti.
L’allarme e il primo contatto
Olmetto era entrato nella grotta, nel territorio di Urzulei, per esplorarne l’interno. Con lui c’era la fidanzata, che è riuscita a mettersi in salvo e a dare l’allarme. L’intervento è cominciato alle 14.30 di domenica.
Sul posto sono arrivati gli operatori del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e i vigili del fuoco. Hanno partecipato le squadre del distaccamento di Tortolì, gli specialisti Speleo alpino fluviali del comando di Nuoro e le unità Usar Medium. Nelle vicinanze della grotta è stato allestito anche un centro di comando avanzato per coordinare uomini, mezzi e attrezzature.
Il primo obiettivo era capire se lo speleologo fosse ancora vivo. In serata i soccorritori sono riusciti a stabilire un contatto: Olmetto era vigile. Da quel momento le operazioni sono proseguite per tutta la notte e durante la giornata successiva.
Uno spazio stretto e il rischio di altri crolli
La difficoltà non dipendeva soltanto dalla quantità di materiale da rimuovere. Il passaggio interessato dalla frana era molto instabile e misurava circa un metro e mezzo per un metro e mezzo. Ogni masso spostato poteva alterare l’equilibrio della cavità.
I soccorritori hanno quindi dovuto procedere a mano, liberando prima l’ingresso e poi il tratto che conduceva al cunicolo nel quale il trentunenne era rimasto bloccato. Contemporaneamente hanno consolidato le pareti con tavole di contenimento, così da ridurre il pericolo di ulteriori cedimenti.
È stato un avanzamento lento. Prima mettere in sicurezza lo spazio, poi togliere i detriti, quindi controllare di nuovo la stabilità. In una grotta ostruita non basta scavare: occorre evitare che il varco appena aperto si richiuda sui soccorritori e sulla persona da raggiungere.
Il supporto dell’Aeronautica militare
Per potenziare il dispositivo di soccorso è intervenuta anche l’Aeronautica militare. Le attività aeree sono state coordinate dal Rescue Coordination Centre del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, dopo le richieste del Soccorso alpino e speleologico e della Prefettura.
Un elicottero HH-139 dell’80esimo Centro Sar di Decimomannu è decollato alle 20.35 e ha trasportato nell’area una prima squadra composta da otto tecnici del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna. Lo stesso mezzo è poi tornato alla base per imbarcare gli specialisti dei vigili del fuoco.
Il volume delle attrezzature necessarie ha richiesto diversi voli. Da Pratica di Mare è partito anche un secondo HH-139 dell’85esimo Centro Sar, con tre tecnici specializzati nelle operazioni di disostruzione e il materiale destinato all’avanzamento nella cavità.
La liberazione e il trasferimento in ospedale
Dopo ore di rimozione manuale, le squadre hanno raggiunto il cunicolo e liberato Olmetto dai detriti che lo tenevano fermo. A quel punto sono intervenuti i sanitari, che lo hanno stabilizzato e preparato per l’evacuazione.
Anche l’uscita ha richiesto cautela. Il trentunenne è stato accompagnato lungo il percorso aperto e messo in sicurezza dai soccorritori, fino al ritorno all’esterno. Qui è stato affidato al personale sanitario e successivamente trasferito in ospedale con un elicottero dell’Areus.
Il salvataggio si è chiuso dopo oltre 26 ore dall’allarme. Dietro l’immagine dello speleologo riportato alla luce c’è un intervento costruito centimetro dopo centimetro: una notte intera di scavo, pareti consolidate e squadre impegnate senza interruzione, mentre sopra e sotto terra restava concreto il rischio di un nuovo crollo.

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