Maria Branyas: i Segreti del Genoma della Donna Più Longeva (117 Anni)

I ricercatori spagnoli hanno analizzato il genoma di Maria Branyas Morera, la donna più longeva del mondo che ha vissuto fino a 117 anni, rivelando i segreti della sua longevità straordinaria. Lo studio, condotto dall’Istituto Josep Carreras Leukaemia Research Institute di Barcellona, è stato pubblicato sulla rivista Cell Reports Medicine nel settembre 2025. Secondo gli scienziati, varianti genetiche protettive e uno stile di vita sano hanno permesso alla catalana di invecchiare in salute.

Maria Branyas Morera, nata nel 1907 a San Francisco e deceduta nel 2024, ha donato campioni di sangue, saliva, urina e feci a 116 anni. I risultati indicano un’età biologica di circa 93 anni, nonostante i 116 anagrafici. Questo caso offre una finestra unica sui meccanismi della longevità sana.

La donna più longeva del mondo e il suo profilo genetico

Gli esperti hanno sequenziato il DNA di Maria Branyas confrontandolo con quello di 75 donne iberiche. Hanno identificato varianti genetiche rare che proteggono da malattie cardiovascolari, Alzheimer, Parkinson e diabete. Secondo il team, un metabolismo efficiente di colesterolo e lipidi ha contribuito alla sua salute cognitiva preservata.

Nonostante segni di invecchiamento come telomeri accorciati e cellule immunitarie senescenti, Maria mostrava bassi livelli di infiammazione. Questo ha ridotto il rischio di patologie legate all’età. I ricercatori sottolineano che non esiste un singolo “gene della longevità”, ma una combinazione favorevole.

Il ruolo del microbiota intestinale

Analisi delle feci hanno rivelato un microbiota ricco di bifidobatteri, batteri benefici per digestione e immunità. Secondo lo studio, questo ha modulato la salute neurologica e prevenuto la fragilità senile. Maria consumava tre yogurt al giorno, un’abitudine che favoriva questa flora batterica equilibrata.

La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, ha supportato il suo microbioma. Gli scienziati notano come tali elementi ambientali interagiscano con i geni. Questo aspetto epigenetico spiega parte della sua età biologica più giovane.

Stile di vita e abitudini quotidiane

Maria Branyas seguiva una routine attiva: dormiva regolarmente, leggeva, suonava il pianoforte e curava il giardino. Mantenere relazioni sociali forti ha preservato la sua salute mentale. Secondo interviste riportate, evitava eccessi e privilegiava porzioni moderate.

Non ha mai seguito diete rigide, ma ha enfatizzato cibi naturali e fermentati. Camminate e hobby intellettuali hanno tenuto il suo corpo in movimento. I ricercatori attribuiscono a questi fattori il mantenimento di un peso sano e vitalità.

Confronto con la popolazione media

A differenza di molti anziani, Maria non presentava danni genetici accumulati né infiammazione cronica. Il suo profilo lipidico era ottimale, riducendo rischi cardiovascolari. Lo studio evidenzia come genetica e ambiente si fondano per una longevità sana.

However, gli esperti avvertono che il suo caso è eccezionale. Non tutti possiedono le stesse varianti genetiche. Fattori casuali giocano un ruolo, ma lo stile di vita resta modificabile.

Implicazioni per la scienza e la medicina

Queste scoperte aprono vie per terapie personalizzate. Test genetici potrebbero identificare rischi precoci di malattie legate all’età. Secondo l’Istituto Josep Carreras, interventi sul microbiota, come probiotici, potrebbero estendere la salute anziana.

La ricerca suggerisce di promuovere diete ricche di fermentati e attività fisica. In Spagna, programmi pubblici potrebbero adottare questi insight. Meanwhile, studi futuri analizzeranno altri supercentenari per conferme.

Additionally, l’età epigenetica ridotta di Maria indica potenzialità di farmaci antietà. Ricerche su infiammazione e lipidi progrediranno. Questo potrebbe alzare l’aspettativa di vita sana globale.

Limitazioni dello studio

In contrast, i campioni erano da una sola persona, limitando generalizzazioni. Gli scienziati non confermano se le varianti siano ereditabili. Fattori ambientali catalani, come clima mediterraneo, potrebbero influenzare.

Authorities mediche incoraggiano cautela. Non si tratta di una formula magica. Tuttavia, i dati sono solidi e pubblicati su una rivista peer-reviewed.

Lo studio continuerà con analisi su familiari di Maria Branyas per verificare tratti ereditari. I risultati completi sono attesi entro il 2026, secondo quanto indicato dai ricercatori. L’incertezza resta su applicazioni cliniche immediate.

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