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Storia della Striscia di Gaza: perchè è scoppiata la guerra?

La Striscia di Gaza è una piccola exclave di terra, lunga soli 41 chilometri, situata al confine tra Israele e l’Egitto.

Questa regione ha attirato l’attenzione del mondo intero a causa dell’Operazione Alluvione Al-Aqsa e dei recenti attacchi terroristici di Hamas contro Israele.

Per comprendere appieno l’importanza di questa area per la questione mediorientale, è fondamentale esaminare la sua storia e il ruolo che ha giocato nel conflitto israelo-palestinese.

Un terreno conteso

La Striscia di Gaza è un’exclave del territorio palestinese, con confini che la separano da Israele e dall’Egitto. Questa terra è al centro del conflitto israelo-palestinese da oltre 70 anni.

La mancanza di una soluzione politica duratura ha portato a una situazione di tensione costante, con gravi conseguenze per la popolazione locale. Dal 2007, Gaza è governata da Hamas, un’organizzazione terroristica, e questo ha portato all’instaurazione di un embargo via terra e via mare.

La densità demografica e l’occupazione israeliana

La Striscia di Gaza è una delle zone più densamente popolate al mondo, con una superficie di soli 360 chilometri quadrati e una popolazione di 1,8 milioni di abitanti palestinesi.

La sua posizione geografica la vede confinare a sud-ovest con l’Egitto e a est con Israele. Quest’ultimo ha ottenuto il controllo della regione nel 1967, in seguito alla Guerra dei Sei Giorni, un conflitto arabo-israeliano di grande portata. Tuttavia, Israele ha deciso di ritirarsi dalla Striscia nel 2005.

Nel 2012, la Striscia di Gaza è stata formalmente riconosciuta dalle Nazioni Unite come parte dello Stato di Palestina, un’entità statale semi-autonoma che comprende anche la Cisgiordania e Gerusalemme Est, ufficialmente designata come capitale.

Il dominio di Hamas

Dopo il ritiro israeliano del 2005, Gaza è stata occupata militarmente da Israele fino al 2007, quando Hamas ha preso il controllo della Striscia.

Da allora, le frontiere sono state sigillate, rendendo estremamente difficile entrare o uscire da Gaza, sia via terra che via mare. Attualmente, oltre l’80% della popolazione di Gaza dipende dagli aiuti umanitari per sopravvivere, mentre il tasso di disoccupazione raggiunge quasi il 50%.

I rifugiati palestinesi

La questione dei rifugiati palestinesi è profondamente radicata nella storia della regione e risale alla Nakbah, ovvero l’esodo forzato di circa 700.000 arabi palestinesi durante la guerra del 1948-49.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione (UNRWA), un rifugiato palestinese è una persona “il cui normale luogo di residenza è stata la Palestina tra il giugno 1946 e maggio 1948, che ha perso sia l’abitazione che i mezzi di sussistenza a causa della guerra arabo-israeliana del 1948”.

Attualmente, ci sono quasi sei milioni di rifugiati palestinesi, sparsi in tutta la regione, inclusi campi profughi in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est.

La Striscia di Gaza è una regione di importanza cruciale nel conflitto israelo-palestinese.

La sua storia di occupazione, il dominio di Hamas e la difficile situazione umanitaria in cui versa la popolazione locale rendono questo territorio un nodo cruciale da risolvere per qualsiasi tentativo di pace nel Medio Oriente.

La questione dei rifugiati palestinesi, che ha profonde radici storiche, aggiunge ulteriori complicazioni al quadro complesso della Striscia di Gaza.

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