Economia

Tredicesima, 260 euro in più sulla busta paga, ma solo per queste categorie

Sono in arrivo buone notizie per i lavoratori, che riceveranno una somma aggiuntiva sulla tredicesima. Si tratta di ben 260 euro in più, ma a chi spettano? Scopriamo a quali categorie spetterà questo aumento!

Buone notizie per alcuni lavoratori, è in arrivo un aumento sulla tredicesima. Proprio così, si tratta di una somma pari a 260 euro che verranno accreditati in busta paga sulla 13esima mensilità.

Come detto prima, non tutti i lavoratori percepiranno questo aumento, ma solo alcune categorie potranno beneficiarne. Quali sono? Scopriamo chi avrà diritto a percepire questo aumento sulla busta paga!

Taglio delle tasse priorità del governo

L’aumento degli stipendi è una delle priorità dell’attuale governo, che sta lavorando per mettere in atto tutte le strategie necessarie a raggiungere l’obiettivo.

Anche l’aumento della tredicesima è però un’altra delle priorità di questo governo, infatti è prevista una somma pari a 260 euro sulla 13esima mensilità.

Pare che già da Natale i lavoratori potrebbero ricevere una busta paga più pesante, ma da dove proviene questo aumento? L’incremento di 260 euro deriva dalla detassazione della tredicesima, come previsto nella delega fiscale approvata dal Governo Meloni di recente.

La delega contiene la riforma fiscale firmata dal Ministro dell’Economia Maurizio Leo e pubblicata il 14 agosto sulla gazzetta ufficiale.

L’applicazione dei decreti permetterà di tagliare le tasse, obiettivo importante del governo, per i redditi più bassi. Il ministro Leo e il Comitato tecnico stanno lavorando per portare a compimento quanto previsto dai decreti.

Flat tax e i nuovi scaglioni fiscali

Fra le questioni calde che il governo deve ancora discutere troviamo la flat tax, obiettivo che questo governo intende portare a compimento.

Già dall’anno prossimo qualcosa dovrebbe essere messa in atto, considerato che verranno applicate le nuove aliquote fiscali.

Come previsto nella delega approvata, sarà in atto una riforma fiscale che prevede la riduzione delle aliquote Irpef dalle quattro attuali a tre.

Secondo quanto previsto dagli esperti, per i contribuenti le cose dovrebbero cambiare in meglio, nel senso che il peso delle tasse dovrebbe essere alleggerito.

Stando alle previsioni, l’aliquota del 25% per i redditi non oltre i 28mila euro dovrebbe essere eliminata. Fino a questa fascia di redditi verrebbe applicato un maxi scaglione pari al 23%.

Pare che l’applicazione della misura abbia un costo di quattro miliardi di euro nel complesso, cifra ritenuta congrua per un’operazione del genere.

Per le buste paga gli effetti sarebbero ridotti: per esempio, per redditi di 20mila euro si tratterebbe di uno sgravio fiscale mensile pari a 15 euro, che in un anno sono 180 euro. Per redditi più elevati però le cifre aumentano, come vedremo di seguito.

A prescindere da quali siano gli schemi legislativi più importanti per il governo, devono essere tutti presentati entro una data specifica che è il 20 settembre.

A chi spetta l’aumento sulla tredicesima

Come anticipato prima, al momento l’ipotesi più plausibile avanzata dal governo è quella di togliere completamente l’aliquota del 25% sui redditi fino a 28 mila euro.

Per redditi fino a questa soglia è previsto lo scaglione al 23%, percentuale che farebbe salire le buste paga di una somma più consistente, sia a livello mensile che annuale.

Infatti, se in un mese porterebbe intorno ai 21 euro in più sulla busta paga, all’anno sarebbero in tutto 260 euro. Come è evidente, si tratta di un aiuto notevole per coloro che hanno un reddito basso, una promessa mantenuta dal governo che ha fra le priorità aiutare i redditi bassi.

Oltre a questo, bisogna aggiungere il taglio del cuneo sui contributi per redditi non superiori a 35 mila euro. Per chi ha redditi fino a questa cifra è prevista una riduzione del 6 per cento sui versamenti Inps, mentre per chi ha redditi fino a 25 mila euro la riduzione aumenta al 7 per cento.

L’aumento sulle buste paga per questi redditi più bassi è ancora più significativo e va dai 75 euro ai 108 euro al netto al mese. Quest’ultimo importo è previsto per chi percepisce uno stipendio annuale complessivo lordo pari a 35 mila euro.

Riassumendo, quindi, a beneficiare dell’aumento sulle buste paga sarebbero i lavoratori che percepiscono redditi fino a 25 mila e redditi fino a 28mila euro. Per i primi scatterebbero 75 euro di aumento, per i secondi 108 euro.

Per quanto riguarda il taglio sui contributi, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso ha dichiarato che verrà finanziato nuovamente l’anno successivo.

Se così fosse, occorrerebbero circa 11 miliardi di euro per il prossimo anno, il che significherebbe un ulteriore sforzo per il governo.

Quando si vedranno i benefici

Il taglio del cuneo fiscale è dunque in atto ed è prevista la sua applicazione a partire da settembre. L’idea del governo è proprio questa, quella di anticipare il taglio delle tasse sulla tredicesima già a quest’anno, in modo da far avere i benefici ai lavoratori.

Se invece venisse inserito in manovra, gli effetti si vedrebbero l’anno prossimo. Infatti, per vedere gli aumenti sulla busta paga bisognerebbe attendere fino a dicembre 2024.

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