Economia

Cosa succede se invio in ritardo una fattura elettronica: sanzioni, conseguenze

Quali sono le conseguenze per i contribuenti che emettono una fattura elettronica in ritardo? Entro quale termine è necessario emettere il documento?

Se dimentico di inviare una fattura elettronica, posso rimediare con un invio successivo? Quali sono i limiti temporali per inviare la fattura elettronica al SdI (Sistema di Interscambio)?

Sì, è possibile effettuare l’invio ritardato della fattura elettronica. Prima di esaminare le sanzioni applicabili per errori o omissioni nelle fatture elettroniche, vediamo quali sono i tempi per emettere una fattura elettronica. Esamineremo anche come calcolare le sanzioni per il ritardo nell’invio con un esempio pratico.

 

Termine per l’emissione e l’invio immediato della fattura elettronica

 La fattura immediata deve essere emessa, per ogni transazione imponibile, dalla parte che sta effettuando la vendita del bene o la prestazione del servizio entro 24 ore dal momento in cui l’operazione è stata completata ai fini dell’IVA. Più precisamente, la data di emissione corrisponde a:

  • la data di stipula dell’atto per i beni immobili
  • il giorno in cui è avvenuto il pagamento nel caso delle prestazioni di servizi
  • la data di consegna.

Nel campo “Data del documento“, bisogna inserire la data effettiva dell’operazione.

Quali sono le sanzioni nel caso in cui si emetta una fattura elettronica in ritardo? Ma soprattutto, entro quale termine bisogna emettere la fattura per evitare problemi con l’ente fiscale? Una fattura elettronica deve essere emessa entro 24 ore dal momento in cui l’operazione viene considerata completata. In alternativa, il contribuente può optare per le fatture cosiddette “differite”, con termine ultimo di emissione il quindicesimo giorno del mese successivo.

 

Le sanzioni per l’invio ritardato della fattura elettronica

Le sanzioni applicabili in caso di fatturazione errata o omessa delle fatture elettroniche includono:

  • fatturazione omessa/tardiva/errata: sanzione dal 90% al 180% con un importo minimo di 500 euro
  • violazione della fatturazione per operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA o reverse charge: sanzione dal 5% al 10% dell’importo dei corrispettivi, con un importo minimo di 500 euro. Se la violazione non ha impatto sulla liquidazione dell’IVA o sulla determinazione del reddito, l’importo della sanzione va da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000 euro.
  • violazione della fatturazione che non influisce sulla liquidazione dell’IVA: sanzione da 250 euro a 2.000 euro
  • violazione puramente formale: nessuna sanzione

Delia Piavani

Mi chiamo Delia, sono una SEO Copywriter e Web Content Specialist, classe 1995. Ho iniziato a scrivere da piccola e da allora non ho mai smesso. Mi sono laureata in Scienze Politiche e ad oggi scrivo di gossip, lifestyle, cinema, economia e politica.

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