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Contestare il conto al ristorante: come difendersi da costi esagerati e supplementi extra

Pubblicato il · Aggiornato il · Fabrizio
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In un’estate caratterizzata da prezzi alle stelle, non è passato inosservato il proliferare di contestazioni nei confronti di costi extra non dichiarati o conti fuori controllo nei bar e nei ristoranti. Dai due euro per tagliare un toast a metà sul suggestivo Lago di Como, al conto di 60 euro per tre pizze suddivise in otto a Genova, i consumatori si trovano spesso di fronte a dilemmi finanziari insospettati.

Ma quali sono i nostri diritti in queste situazioni e come possiamo difenderci quando entriamo in contatto con questi rincari spesso ingiustificati?

La trasparenza è fondamentale

Innanzitutto, è importante sapere che i bar e i ristoranti godono della libertà di stabilire i propri prezzi. Tuttavia, affinché il tutto sia conforme alla legge, è obbligatorio esporre chiaramente i prezzi praticati e qualsiasi supplemento applicato, come ad esempio per un servizio notturno o al tavolo.

Prima di effettuare un ordine, quindi, è fondamentale esaminare attentamente la lista delle consumazioni e rifiutarsi di pagare più del prezzo dichiarato.

No ad aumenti ingiustificati

I prezzi non possono essere aumentati arbitrariamente in base al cliente o al metodo di pagamento utilizzato dallo stesso. In caso di un’ingiustificata maggiorazione, qualsiasi persona può segnalare l’incidente alle autorità competenti come la Polizia Municipale, per richiedere un’indagine approfondita.

Cosa fare se non accetta il pagamento elettronico?

Ma cosa accade se l’esercente rifiuta i pagamenti elettronici? La legge stabilisce chiaramente il diritto del consumatore a pagare con carta di credito o di debito. Pertanto, in teoria, è possibile rifiutarsi di pagare in contanti.

Tuttavia, va tenuto presente che anche l’esercente ha il diritto di essere compensato per i propri servizi.
In casi come questo, quindi, è consigliato chiamare la Guardia di Finanza o la Polizia Locale per segnalare la situazione. Questa azione potrebbe persuadere l’esercente ad accettare metodi di pagamento diversi dal contante, ma comporterebbe anche una sanzione per chi si rifiuta di accettare carte di pagamento.