Conosciuti anche come alloggi ERP o IACP, rientrano nella categoria delle case popolari, tutti quegli gli alloggi di proprietà statale, destinati alle famiglie meno abbienti e a tutte quelle che hanno un nucleo familiare con un reddito complessivo al di sotto della soglia prevista. Ovviamente, questo reddito va considerato in base al numero dei componenti del nucleo e di eventuali minori e/o invalidi. Per quanto riguarda il costo di affitto, questo è veramente irrisorio. Ma come farne richiesta? Quali requisiti bisogna avere per richiedere questi alloggi? Qual è il costo del canone mensile? Come riscattarli e come esercitare il diritto di prelazione spettante allo IACP in caso di vendita? Ebbene sì, perché è possibile anche riscattarli, ma andiamo per gradi.
Destinate alle famiglie in difficoltà economiche, le case popolari (o comunali) sono uno tra gli incentivi messi a disposizione dallo Stato per aiutare i nuclei familiari più bisognosi. Al contrario delle credenze comuni, questi alloggi non sono gratuiti, ma vengono messi a disposizione dei cittadini a tariffe agevolate. Ovviamente, questo avviene sulla base di graduatorie annuali differenti per ogni regione.
Bando e requisiti
Innanzitutto, è bene precisare che esistono due tipologie di case comunali: gli alloggi IACP ovvero, quelle dell’Istituto Autonomo Case Popolari e gli alloggi ERP, l’Edilizia Residenziale Pubblica. Il bando per farne richiesta è rivolto a tutti i cittadini in possesso dei seguenti requisiti:
- cittadinanza
- residenza
- impossidenza (non essere proprietari di altri alloggi)
- reddito ( inferiore alla soglia di povertà)
- assenza di precedenti assegnazioni di alloggi realizzati con contributi pubblici (escluse quelle destinate alla locazione)
- avere una disabilità grave;
- essere genitori single, con figli a carico
- Non essere stato sfrattato da altre case popolari negli ultimi cinque anni;
- Non essere stato occupante abusivo di altre case popolari negli ultimi cinque anni;
Considerato poi che le case popolari sono gestite dal Comune di residenza, i requisiti possono variare in base al regolamento comunale. Per inviare la domanda, infatti, oltre al modulo scaricabile sul sito del Comune, è richiesta la seguente documentazione:
- ISEE-ERP per valutare il reddito
- un documento d’identità
- una marca da bollo
- il certificato in invalidità (se nel nucleo familiare è presente un invalido)
Domanda e graduatoria
La domanda deve essere necessariamente presentata nel Comune di appartenenza. Ricevute le domande, viene pubblicata la graduatoria sul sito del Comune, dove è possibile poi verificare il posizionamento rispetto agli altri richiedenti. I posti vengono assegnati sia in base ai nuovi alloggi costruiti che a quelli già esistenti che si sono recentemente liberati per svariati motivi.
Diritto di riscatto e prelazione
Anche in questo caso ci sono delle normative. Secondo quanto previsto dalla Legge del 24 dicembre 1993, n. 560 “possono riscattare la casa popolare gli assegnatari oppure i familiari loro conviventi“. Il Comune, quindi, può cedere la proprietà dell’immobile sia all’assegnatario che agli altri membri della famiglia, ma solo in caso di decesso del titolare dell’assegnazione. È però necessario avere i seguenti requisiti:
- Abitare nella casa da almeno cinque anni
- Non risultare moroso dei canoni di affitto
- Non superare la soglia massima di reddito
- Avere la cittadinanza italiana o europea o extracomunitaria (con regolare permesso di soggiorno)
- Essere residente nel Comune
- Non essere titolare di altri alloggi
Inoltre, dopo averlo riscattato, non è possibile venderlo per almeno 10 anni e comunque fino al saldo dell’intero importo dovuto. Ma non è finita, poiché è comunque necessaria l’autorizzazione dello IACP, perché detiene in ogni caso il diritto di prelazione di comprare l’immobile al prezzo di cessione E solo in caso di rifiuto di quest’ultimo (con risposta scritta entro 60 giorni dalla domanda) è possibile venderla a soggetti terzi.




