19 marzo, buona festa Dad

19 marzo, buona festa Dad

Per la festa del papà di quest’anno, milioni di padri italiani ripensano al loro ruolo in casa e in famiglia

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19 marzo, buona festa Dad
È una festa del papà molto particolare, quella di quest’anno. Vorremmo sperare sia l’ultima chiusi tutti in un lockdown latente. In un momento come quello dato dalle condizioni in cui ci troviamo, con l’impossibilità di festeggiare, viaggiare, passare una giornata fuori con i figli, i padri italiani sono messi alla prova dalle criticità del virus. 

Tra le quattro mura, devono ripensare al loro ruolo genitoriale e magari rendersi utili per lo studio dei figli alle prese con la didattica a distanza e per la cura della casa. Almeno, ci provano. È quanto dice uno studio realizzato in questi giorni e che ci parla di un fenomeno nuovo.

Padri più presenti in famiglia ma anche più stressati. Alle prese con la pandemia e con le restrizioni per combattere il Covid-19 che ne hanno rivoluzionato il ruolo, coinvolgendoli di più nella vita domestica tanto da averne fatto dei “mammi”. Però al tempo stesso facendo crescere preoccupazione, ansia e irritabilità. Al punto da sfiorare, non di rado, la crisi di nervi.

Stando a quanto emerge da un sondaggio* in occasione della festa del papà, i dati sono inequivocabili.

E non sembrano destinati a cambiare presto. Mentre le madri affrontano la criticità in casa con maggior padronanza, ad essere spiazzati sono i papà. Per il 76% degli intervistati l’immersione nella quotidianità familiare e il cambiamento radicale delle abitudini ha causato una pressione psicologica non trascurabile.

Risulta che per il 59%, infatti, c’è da essere molto preoccupati per la situazione economica attuale e il 68% per l’impossibilità di progettazione legata all’andamento della pandemia.

E il lockdown e la mancanza di contatti sociali in alcuni casi hanno portato a uno stato di agitazione e depressione, difficoltà di concentrazione e maggiore irritabilità: il 57% prova un senso di frustrazione per l’impossibilità di ritagliarsi uno spazio personale se non in casa. In sintesi: “è passato un anno da quando il mondo è stato travolto dalla pandemia, costringendoci ad abbandonare la nostra routine per rintanarci nella sicurezza delle nostre case – afferma Nadia Sabelli, psicoterapeuta – Importante ricordare come sia stato un periodo d’incertezze, di precarietà mentale e lavorativa, ma anche di riscoperta dei valori familiari.

E con la convivenza forzata che ha costretto le famiglie a cercare nuovi equilibri, i papà in smartworking si sono ritrovati alle prese con nuove dinamiche lavorative e familiari, piu’ presenti e coinvolti nella cura della casa e dei figli e nella loro istruzione.

Ma il prolungarsi di questa situazione accresce ansia, stanchezza e paura. E le feste servono a combatterla, la festa del papà non fa eccezione”.

*Eurodap, sondaggio del 16 marzo 2021
19 marzo, buona festa Dad

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