15 anni fa omicidio Politkovskaja, Ue chiede giustizia

15 anni fa omicidio Politkovskaja, Ue chiede giustizia

Unione Europea ricorda Politkovskaja, assicurare a giustizia responsabili assassinio Bruxelles

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15 anni fa omicidio Politkovskaja, Ue chiede giustizia
Il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) ha reso omaggio, oggi, alla memoria di Anna Politkovskaja, la giornalista della Novaya Gazeta e attivista russa per i diritti umani, uccisa il 7 ottobre 2006.

Il Seae è tornato a chiedere che vengano assicurati alla giustizia i responsabili dell’uccisione della giornalista “riconosciuta a livello internazionale, che ha parlato contro la violenza e l’ingiustizia e ha continuato il suo lavoro giornalistico nonostante le ripetute intimidazioni, compresa una finta esecuzione e un tentativo di avvelenamento”. Il Seae ha ricordato che, il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja è stata uccisa nel suo condominio nel centro di Mosca e che il suo caso rimane “irrisolto”. Nel 2018, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha rilevato che lo Stato russo e’ venuto meno al suo obbligo di indagare adeguatamente sul crimine.

La Corte ha rilevato in particolare che mentre le autorità avevano trovato e condannato un gruppo di sicari responsabili pratici dell’uccisione di Politkovskaja, non hanno preso misure investigative adeguate per trovare la persona o le persone che avevano commissionato l’omicidio.

“Chiediamo al governo russo di garantire che tutti i responsabili dell’assassinio di Anna Politkovskaja siano assicurati alla giustizia attraverso un processo giudiziario aperto e trasparente.

Ci aspettiamo che la Russia rispetti i suoi obblighi nazionali e internazionali nel quadro dell’Onu, dell’Osce e del Consiglio d’Europa per proteggere i diritti umani e i valori democratici”, ha scritto il Seae in una nota stampa. “Questa commemorazione ha luogo in un momento in cui i media indipendenti e la societa’ civile affrontano una pressione senza precedenti da parte del governo russo, in particolare attraverso la designazione di un numero sempre maggiore di media, organizzazioni della societa’ civile, ma anche singoli giornalisti e attivisti come ‘agenti stranieri’ o ‘indesiderabili'”, ha aggiunto.

Il Seae ha sottolineato che l’Unione europea continuera’ a fare pressione contro le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. “Siamo solidali con la societa’ civile russa, i difensori dei diritti umani e i giornalisti indipendenti e continueremo a sostenerli nel loro importante lavoro”, ha concluso il Seae.
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